BARCELLONA - La Lamborghini ha conquistato a Barcellona un successo storico. L'ultimo appuntamento della Blancpain Gt Series ha assegnato il titolo assoluto Piloti e Team a Mirko Bortolotti e Christian Engelhart, che assieme ad Andrea Caldarelli si sono laureati campioni anche nella Endurance Cup con il Grasser Racing Team.

Una festa totale per il terzetto della Casa di Sant'Agata Bolognese, che in Spagna arrivava con la leadership della classifica generale ed un vantaggio di 22 punti su Vincent Abril e la Bentley. Due anni dopo il debutto vincente della Huracán Gt3 a Monza, nello stesso campionato di Sro (in quella occasione ad imporsi furono Andrew Palmer, Fabio Babini e Jeroen Mul) è arrivato il successo in una delle serie sicuramente di maggiore prestigio a livello mondiale, che fa seguito ai titoli conquistati nel 2016 nell'International Gt Open con Thomas Biagi e Fabrizio Crestani e nel Gt Asia con Andrea Amici e Edoardo Liberati.

La gara catalana, viceversa per la Bentley si è tradotta in una disfatta, cominciando da una qualifica disastrosa, con la Continental Gt3 che Abril divideva con Maxime Soulet e Andy Soucek solamente 28ª e la Lambo del del Grt in prima fila. Al via è stata comunque la Audi di Stuart Leonard, fresco campione della Sprint Cup, a sfilare al comando dalla pole.

Partenza difficile invece per Engelhart, chiamato a sostenere il primo stint di guida, scivolato da secondo a ottavo. A risalire subito alle spalle del leader è stato Marcel Fässler, con un’altra Audi del Team Wrt. Poi uno stuolo di Mercedes, con Franck Perera (terzo) seguito da Daniel Juncadella, Edoardo Mortara, Fabian Schiller e Yelmer Buurman. Abril ha invece rimontato già nel corso del primo giro sette posizioni, portandosi 21°. Ancora una posizione persa nella seconda tornata per la Huracán di Engelhart in un inizio decisamente drammatico, anche per via del contatto che ha costretto a compiere una sosta ai box l’altra Lambo di Frederic Vervisch. Intanto la Mercedes di Perera ha cominciato a pressare le due Audi di testa, tra le quali è persino seguito un leggero contatto. Dopo cinque giri, Abril è ulteriormente risalito 18°. Subito dopo Leonard ha commesso un errore, che ha consentito a Fässler e Perera di passare davanti. Dopo mezzora ancora una Lamborghini in difficoltà: quella guidata in quel momento dalla “new entry” Giorgio Roda, finito sulla sabbia causando un Full Course Yellow. Al restart la situazione è rimasta invariata fino al primo pit-stop, con Fässler sempre davanti a Perera e Juncadella e la Lambo di Engelhart ottava. 

La seconda ora di gara si è aperta all’insegna della Mercedes di Felix Serralles, che è passato a condurre davanti alla Audi di Jake Dennis. Caldarelli ha invece rilevato Engelhart al volante, iniziando una rimonta che lo ha progressivamente portato ad occupare la terza posizione. Nel frattempo Soucek è risalito ancora 11°, lottando per la top 10 con la Jaguar di Jonathan Hirschi e la Bmw Z4 GT3 di Alexander Sims. Poi, a un’ora e 20 minuti una dalla fine il ritiro, inesorabile, della Bentley, ferma per un improvviso calo di potenza, che ha messo fine ad ogni possibilità di continuare a lottare per il titolo. Il tutto mentre Caldarelli continuava a mantenere saldamente la terza posizione.

Dopo l’ultima sosta la Audi (su cui è salito Robin Frijns) è rimasta seconda, con la Mercedes della Akka Asp “ereditata” da Tristan Vautier ancora al comando e Mirko Bortolotti, salito sulla Lamborghini, terzo. Tra gli ultimi colpi di scena il contatto tra la Ferrari di Giancarlo Fisichella, costretto poi a scontare un drive through, e la Mercedes di Kenneth Heyer. Avvincente anche la lotta tra le altre Mercedes di Adam Christodoulou e Franck Perera (quarto e quinto). Quindi un finale al fotofinish, con la Audi di Frijns che proprio all’ultimo si è nuovamente portata all’attacco del leader Vautier, ma senza riuscire a passare. Bortolotti, più distanziato, ha invece sapientemente controllato la situazione, chiudendo terzo e festeggiando uno straordinario finale di stagione.