“E’ stato un fine settimana quasi perfetto per me e per il team. Abbiamo dimostrato di aver sviluppato un pacchetto molto forte per il TCR. Partendo 14° non mi sarei aspettato di poter lottare per la vittoria, specialmente su un circuito così difficile. Ho fatto un ottimo primo giro e sono stato in grado di trarre vantaggio dagli ottimi freni, dall’handling e dal passo gara della i30N”. 

Lo scorso 13 giugno Gabriele Tarquini si imponeva nella seconda manche del Wtcc a Mosca, regalando a Lada un successo casalingo e a sé stesso la soddisfazione, a 54 anni, di diventare il pilota più anziano a vincere una gara di un Mondiale FIA. Primato poi ribadito nell’ultimo round della scorsa stagione in Qatar.

Per molti sarebbe stata l’occasione per ritirarsi, non per l’inossidabile Cinghio, che a marzo aveva firmato con Hyundai un contratto in qualità di test driver per sviluppare la i30N per il TCR. E lo scorso weekend a Zhejiang Tarquini ha portato al debutto nella serie la vettura coreana, vincendo gara 1 a 55 anni suonati

“Questa non era una prova di campionato del mondo – ha commentato Tarquini dalla Cina – ma è stata comunque una bella soddisfazione. Soprattutto perché Hyundai mi ha coinvolto nel progetto fin dall’inizio; ho preso in mano una macchina che era nata su un foglio di carta, poi ho fatto 7 mila km di test in tutta Europa. La soddisfazione più grande è stata quella di lavorare con loro che mi hanno messo a disposizione uomini e mezzi eccellenti”.

L’ennesimo esordio di una carriera iniziata negli anni ’70 al volante dei kart, proseguita in Formula 3000 prima del passaggio in Formula 1, con l’esordio al GP di San Marino su Osella. L’apice della carriera nel Circus nell’89, sesto posto al GP del Messico; poi decenni a ruote coperte, costellati di vittorie e culminati col titolo Wtcc nel 2009. In Cina l’ennesimo debutto: “Nel TCR ero un rookie nonostante i miei anni ho trovato un bell’ambiente, dinamico, giovane, pieno di entusiasmo, mi ha ricordato il Superturismo fine anni ’80. C’è molto fermento, molte novità. Spero che cresca e si ingrandisca ancora di più, è un’idea che sta avendo molto successo”.

Gabriele dopo aver festeggiato la vittoria è rimasto in Cina. Il suo amico Tiago Monteiro ha dovuto dare forfait, alle prese con la lunga riabilitazione in seguito al grave incidente durante i test Wtcc di Barcellona al volante della sua Honda Civic. Così il Cinghio tornerà a correre nel Mondiale Turismo, prendendo il sedile del portoghese, in lotta per il titolo con Thed Bjork: “Sarà una bella esperienza in un momento non felice, ho sempre creduto e sperato che Tiago ce la facesse, è il migliore amico che ho nel motorsport, siamo stati compagni di squadra per otto anni e quindi mi dispiace molto che non sia qui a lottare per il titolo”. E chissà che su una pista nuova per tutti, al volante di una macchina ben conosciuta, il Cinghio non tiri fuori dal cilindro l’ennesimo successo di una carriera capace di sfidare ogni limite di età.