A ben 5 ore dalla fine della gara domenicale del DTM a Budapest, i commissari sportivi hanno preso una decisione davvero severa nei confronti dei piloti vittime del caos ingenerato da un'improvviso scroscio d'acqua. Ricapitoliamo: siamo intorno al 5° giro quando, dopo alcune prime gocce, la pioggia si fa insistente e comincia a rendere necessario il cambio gomme, slick fino a quel momento. Purtroppo le operazioni ai box sono tutt'altro che lineari: prima Lucas Auer finisce dritto addosso ad alcuni commissari, poi Edoardo Mortara centra la struttura che serve ai meccanici per le operazioni in pitlane, quindi Bruno Spengler arriva a travolgere alcuni meccanici della sua crew. Un caos che porta all'esposizione della bandiera rossa alla fine del giro 7, dopo che già era entrata la safety car.

Tutti pazzi, i piloti coinvolti? Ovviamente no: il problema è stato il fondo della pitlane dell'Hungaroring. Infatti la parte più vicina ai box è in cemento (a differenza della corsia di scorrimento) e una volta bagnata è diventata viscidissima, tanto da rendere pressoché incontrollabili le macchine. Nemmeno le avvertenze date via radio sono state precise, peraltro: si parlava di fondo scivoloso, ma la realtà era ben più estrema. Per capirci, quando i piloti sterzavano verso destra per andare verso il proprio punto di sosta non c'era alcun problema, ma appena sterzavano verso sinistra per allinearsi alla piazzola, la macchina continuava ad andare dritta. Una situazione davvero inaspettata e quasi ingestibile, evitata solo da chi avvertito "come si deve" si era quasi fermato prima del punto di stop. Del resto, il fatto che quasi tutti i piloti che sono rientrati in quei momenti ne siano stati coinvolti, dovrebbe far capire che gli episodi non possono essere liquidati come semplici intemperanze di chi arriva troppo veloce, bensì ci fossero difficoltà oggettive.

Invece la direzione di gara, dopo aver gestito il tutto in un modo piuttosto approssimativo (con tre differenti procedure di restart per tre diversi gruppetti di macchine), ha deciso di scaricare tutte le colpe sui tre piloti citati, facendoli passare da vittime a colpevoli. Non solo: Mortara e Spengler sono stati sanzionati ulteriormente, con 10 posizioni di penalità in griglia per la prossima gara (più "probation" per due weekend). Il motivo sarebbe che i due piloti avrebbero ignorato le bandiere gialle in pitlane ed erano stati avvertiti via radio della situazione. Peccato che: la situazione fosse molto peggiore di quanto i piloti potessero immaginare (la stessa DG l'ha definita "estrema"); le bandiere gialle fossero giustificate di per sé dalle ambulanze presenti per l'incidente di Auer; non fossero esposte bandiere giallo-rosse a indicare la superficie scivolosa; infine, René Rast è stato autore di un incidente pressoché identico a quello di Mortara, ma non è stato minimamente sanzionato. Se il DTM vorrà recuperare credibilità proprio quando è in procinto di perdere alcuni protagonisti, sarà meglio cambiare registro.

Per quanto riguarda i meccanici e i marshal coinvolti, quasi tutti se la sono cavata con botte lievi o contusioni gestibili direttamente nell'infermeria di pista, tranne uno dei commissari ungheresi "centrati" direttamente da Auer, che ha subìto la frattura scomposta delle gambe: non è stato in pericolo di vita, ma è stato necessario il ricovero via elicottero in ospedale. «Dopo quanto è successo oggi - ha dichiarato poco dopo gli incidenti Gerhard Berger, chairman dell'organizzazione ITR - il risultato sportivo è di importanza secondaria. Auguro ai meccanici e agli assistenti coinvolti una rapida guarigione».