Domenica 25 maggio, Kurt Busch proverà ad entrare nella storia. Sarà infatti il quarto pilota che proverà lo stesso giorno a correre la 500 miglia di Indianapolis e la 600 miglia di Charlotte, valida per il campionato Nascar Sprint Cup. Un impegno difficilissimo, in precedenza tentato da John Andretti, Robby Gordon e Tony Stewart, e quest’ultimo è l’unico ad essere riuscito a completare entrambe le gare. Perchè parliamo di correre per 1.110 miglia in un giorno, ossia 1770 km. Sfida così complessa che in passato Juan Pablo Montoya si è sempre rifiutato di affrontare, sebbene più volte sollecitato da Chip Ganassi. Impegno terribile, non tanto sotto l’aspetto fisico - gli ovali non richiedono un grande sforzo aerobico - quanto per l’intensità mentale, la concentrazione e anche la vista. Perchè non bisogna solo considerare la lunghezza delle due gare, ma anche il tempo per trasferirsi in elicottero dallo Speedway di Indianapolis all’aeroporto, poi con un aereo privato volare a Charlotte, poi un altro elicottero, verso lo Speedway dove si corre la gara Nascar. Non solo, ma nella settimana precedente alla gara, Busch si è quotidianamente diviso tra Indianapolis e Charlotte per le prove, le qualifiche, i briefing tecnici, girando lo stesso giorno con entrambe le vetture. Forse per il troppo impegno, nelle prove libere a Indianapolis, ha commesso un errore, sbattendo contro le barriere. Kurt Busch, campione Nascar nel 2004, correrà a Indianapolis con una Dallara-Honda del team Andretti e a Charlotte con una Chevrolet del team di Gene Haas e Tony Stewart. Prima di lui, altri campioni Nascar hanno corso a Indianapolis, come Tony Stewart o Cale Yarborough, ma all’epoca di quest’ultimo le gare di Indy 500 e Charlotte 600 non si correvano lo stesso giorno. Dovesse riuscire a vincere in almeno una di esse, Kurt Busch, che a Indy si è qualificato in quarta fila, con il 12° tempo, e partirà al fianco di Pablo Montoya e Scott Dixon, entrerà davvero di diritto nella storia. Cesare Maria Mannucci