Anche in questa edizione i 6 km della pista di Sebring si sono dimostrati molto impegnativi nel corso della 12 Ore che rappresenta il secondo appuntamento stagionale della serie IMSA, il WeatherTech SportsCar Championship americano. Problematiche tecniche hanno colpito i poleman GT addirittura già prima del via: la Ford di Briscoe-Westbrook-Dixon è rimasta sui cavalletti a lungo prima di riuscire ad avviarla, mentre la Mercedes di Vautier-Habul-Said ha dovuto risolvere un problema di perdita carburante. In entrambi i casi non sono riusciti a raggiungere la griglia prima della chiusura dell'uscita pitlane, ottenendo così per questo anche una sanzione di drive-through.

Non è andata molto meglio nemmeno alla Rebellion di Buemi-Heidfeld-Jani, leader al via, che al primo pit-stop ha un problema con una gomma e viene pure penalizzata per abbigliamento irregolare dell'addetto all'estintore. In seguito subisce ulteriori problemi tecnici e così a comandare passa la Cadillac di Joao Barbosa, Christian Fittipaldi e Filipe Albuquerque. Ma la DPi gemella dei fratelli Ricky e Jordan Taylor, ai quali stavolta si è aggiunto l'esordiente Alexander Lynn (il britannico si è comportato molto bene nel suo ruolo di sostituto di Max Angelelli) ha poi svettato alla distanza anche grazie a una strategia perfetta. Vincendo così con un distacco comunque contenuto in 13"614. Più staccati (a 2 giri) i terzi classificati, vale a dire Cameron-Curran-Conway che hanno completato la tripletta delle Cadillac DPi.

Ancor più combattuta la GTLM: a contrastare lo squadrone delle tre Ford GT ci hanno provato la Ferrari di Risi Competizione e la Porsche ufficiale n.911 (ammortizzatore scoppiato per la n.912) oltre alla Corvette n.3 (surriscaldamenti invece per la n.4). Ed è proprio la 'Vette ad aggiudicarsi la gara per 4"453, grazie a un Antonio Garcia che si scatena nella fase notturna portando alla vittoria anche i compagni Jan Magnussen e Mike Rockenfeller. Velocissimo in ultimo anche Patrick Pilet, che arriva ad attaccare il capofila, ma a mezz'ora alla fine deve effettuare un pit-stop non programmato per via di una foratura; alla fine, nella fretta di sostituire una sola ruota, riparte passando sul tubo di una pistola pneumatica e ottiene un drive-trough, così la Porsche condivisa con Werner e Makowiecki non va oltre il 7° posto di classe.

Secondi si classificano quindi i portacolori Ford Muller-Hand-Bourdais, mentre quelli Ferrari, cioè Giancarlo Fisichella in equipaggio con Vilander e Calado, riscattano una qualifica poco brillante con un terzo posto finale, ottenuto anche grazie al testacoda all'ultimo giro di Westbrook che stavano insidiando. In molte fasi la Ferrari n.62 di Risi è stata comunque tra i protagonisti, con Toni Vilander che ha dato spettacolo con due sorpassi da antologia (in uno ha scavalcato in un colpo Briscoe e Magnussen che "litigavano" fra loro) e anche Fisichella nella lotta con Mucke. Da evidenziare inoltre che in GTLM sono 7 le macchine che hanno concluso a pieni giri.

Non molto diversa la situazione nella GTD, anche qui con 8 vetture sempre molto ravvicinate: da notare che stavolta non è nemmeno dipeso dalle safety car, perché in gara ci sono state solo 6 neutralizzazioni. Proprio approfittando dell'ultima a circa 1 ora alla conclusione, Alessandro Balzan prende il comando grazie a una sosta senza cambio gomme (solo rifornimento) ma poi non può far nulla per contenere il ritorno della Mercedes di Jeroen Bleekemolen, in equipaggio con Ben Keating e Mario Farnbacher, che si era dimostrata la più veloce in gara nonostante la sola settima posizione in qualifica: un risultato storico visto che la Mercedes non vinceva qui dal '57.

A 8"667 si è dunque classificata seconda la Ferrari di Scuderia Corsa che Balzan ha condiviso con Matteo Cressoni e Christina Nielsen, mentre gli sfortunati poleman Vautier-Habul-Said riescono a raggiungere il podio a soli altri 3"781 con l'Audi di Mies e la Lamborghini di Sellers in scia. Poca fortuna per le macchine di Sant'Agata: Jeroen Mul esce di pista con la n.16 mentre si trovava terzo, mentre Paolo Ruberti si ferma lungo il tracciato con la n.27 alla decima ora di gara; problemi anche per la n.11 con Bortolotti e Antinucci.

Il prossimo appuntamento dell'IMSA è con la gara sul circuito cittadino di Long Beach, il 7-8 aprile, in affiancamento con l'IndyCar: 1 ora e 40 minuti di gara, riservata però alle sole GT.