Seconda vittoria dell’anno nella Monster Energy Cup Series per Brad Keselowski. Il pilota del team Penske si è imposto nell’appuntamento disputato sullo short-track di Martinsville, continuando anche la sua striscia di cinque piazzamenti in top-5 consecutivi e cementando la presenza nei playoff di fine stagione. Come la cinquantennale tradizione impone, ha ricevuto a mo’ di trofeo l’orologio a pendolo realizzato dall’azienda locale Ridgeway Clocks.

Keselowski ha avuto la meglio di Kyle Busch al termine di un duello durato per tutta l’ultima parte di corsa, aiutato anche dall’ottima performance in termini di consumo gomme della sua Ford Fusion. Il rivale del team Gibbs e della Toyota ha provato a resistere, ma è stato sopravanzato per due volte nel finale anche a causa di qualche problema a livello di guidabilità nei long run che l’ha costretto ad essere meno aggressivo di quanto volesse.  

Keselowski non ha comunque avuto vita facile dovendo anche recuperare dopo una penalità per eccesso di velocità ai box nella sosta del giro 69. Alle spalle del terzo classificato Chase Elliott, autore di un’altra gara regolare, la seconda vettura del Capitano pilotata da Joey Logano. Anche per quest'ultimo è arrivata una rimonta: a sua volta penalizzato per un’infrazione ai pit, aveva perso due giri poco intorno alla metà corsa  a causa di una foratura. Per quanto riguarda i traguardi intermedi, a portare a casa il massimo dei punti sono stati Martin Truex Jr., che in giornata-no ha appositamente ritardato il pit, ed Elliott. Il giovane figlio d’arte è stato aiutato da una toccata rifilata a Busch da Ricky Stenhouse, che voleva restare a pieni giri. 

Come sempre, con tante vetture e poco spazio, tanti sono stati gli incidenti, causati sia direttamente dai contatti sia dalle forature rimediate nelle situazioni “ruota a ruota”. Il botto più forte (ma senza conseguenze) è stato quello che ha coinvolto Jamie McMurray, toccato da Dale Earnhardt Jr sulla posteriore interna. Il pilota di Rick Hendrick ha poi subito una sorte simile al giro 418, vittima incolpevole di una toccata tra Denny Hamlin e Danica Patrick che l’ha lasciato col radiatore rotto. 

Al passaggio 389 era invece stata la volta di Austin Dillon ed Erik Jones, in un piccolo “big one” che aveva messo fuori gioco anche Denny Hamlin, Daniel Suarez e Kurt Busch. I danni da contatto hanno penalizzato anche Jimmie Johnson, quindicesimo, mentre AJ Allmendinger per il team JTG ha incamerato un buon sesto posto davanti al costante Clint Bowyer, primo rappresentante del team Stewart/Haas.

L’ordine di arrivo della STP 500 di Martinsville, sesta tappa della Monster Energy Nascar Cup Series 2017:

1 - Brad Keselowski (Ford) – Penske - 500 giri

2 - Kyle Busch (Toyota) – Gibbs - 500

3 - Chase Elliott (Chevy) – Hendrick - 500

4 - Joey Logano (Ford) – Penske - 500

5 - Austin Dillon (Chevy) – Childress - 500

6 - AJ Allmendinger (Chevy) – JTG - 500

7 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart/Haas - 500

8 - Ryan Newman (Chevy) – Childress - 500

9 - Matt Kenseth (Toyota) – Gibb - 500

10 - Ricky Stenhouse Jr.  (Ford) – Roush - 500

In campionato

1. Kyle Larson 268; 

2. Chase Elliott 264; 

3. Martin Truex 236; 

4. Brad Keselowski 234; 

5. Joey Logano 207.