E’ stato preciso, ordinato ed efficace il primo contatto di Fernando Alonso con l’Indianapolis Motor Speedway. Dopo un primo allenamento al simulatore della Honda, affrontato con un po’ di sospetto date le grandi difficoltà intrinseche di Indy e solo in parte replicabili virtualmente, lo spagnolo si è seduto oggi sulla Dallara numero 29 del team Andretti Autosport, dipinta nel caratteristico arancio McLaren, e con un casco dallo splendido design retrò.

Un’occasione unica, quella offerta ad Alonso, e che non ha mancato di suscitare qualche dissapore con alcune scuderie rivali, anche se è comunque chiara a tutti l’eccezionalità dell’evento. Dopotutto però, dati sono dati e come tali sempre preziosi, in particolare per quanto riguarda i consumi. Tutto in anticipo rispetto ai piani il programma. Dopo un primo shakedown dell’auto portato a termine da Marco Andretti, che ha effettuato alcune modifiche di assetto pensate per il collega. Alonso è sceso subito in pista per passare le tre fasi del programma di orientamento riservato ai rookie.

Nessun problema per lui, aiutato da un set-up “accomodante” con un po’ più di carico aerodinamico da ridurre progressivamente. La prima fase, che richiede 10 giri tra 205 e 210 miglia orarie, è stata passata pronti-via, andando “flat out” già al secondo giro. Ma di fatto anche i due step successivi sono stati indolore (15 giri tra 210 e 215 miglia di media, e 15 giri sopra le 215 miglia) per completare, prima di mezzogiorno, oltre 50 passaggi.

A livello di linee, Alonso è stato piuttosto conservativo, tenendosi lontano dai guai e dalle barriere e scendendo di rado sotto la linea bianca all’interno della curva. Saltata la pausa pranzo di un’ora, anche a causa delle nuvole che minacciavano pioggia e che hanno messo anticipatamente fine al programma, Alonso si è dedicato a run più lunghi, provando anche qualche entrata ai box in piena velocità: situazione critica quella che richiede, con gomme di diametri diversi, di scendere dal banking e frenare fino al limite di velocità. Inoltre, c’è stata la familiarizzazione con le principali modifiche di assetto, soprattutto dall’interno dell’abitacolo con barre e weight jacker, e c’è stato spazio anche per le procedure di safety-car, e di approccio alle prime gocce d’acqua che rappresentano sempre un rischio.

Ai box, Michael e Marco Andretti, oltre al coach scelto per i primi passi, il campione CART e vincitore di Indy Gil De Ferran. Presenti anche Alexander Rossi e Mario Andretti, autore di un vero tour-de-force per presentarsi in pista in tempo e godersi il momento. A confermare l’importanza dell’evento, la copertura live con commentatori di primissimo piano a partire dallo stesso Mario. Prima della fine del turno anche un imprevisto, con l’investimento di due uccelli che non hanno comunque rappresentato un rischio per Alonso.

Il bilancio? Sicuramente positivo, anche se c’è tantissimo lavoro da fare e i tempi non sono indicativi. “E’ ancora la macchina che mi sta guidando, non sono io che guido lei.” ha spiegato Alonso. Una situazione, quella odierna, tutto sommato controllata, che però ha portato al pilota nuove informazioni, conferme riguardo ad alcune aspettative, e cose ancora da studiare. A partire dalle situazioni di traffico, che offriranno l’ostacolo più difficile. Dopotutto, “La pista è molto più stretta di quanto sembra in televisione…"

Alonso, il video integrale dei test a Indianapolis