La miglior prestazione ottenuta nelle due ore di test dedicate ai rookie e ai veterani, poi il programma vero e proprio, il confronto nella prima sessione di prove libere aperta a tutti a Indianapolis per Fernando Alonso. Cinquantacinque giri in totale, di cui solo 20 nel turno che maggiormente serviva a Nando per muoversi nel traffico sull'ovale. Il bilancio di giornata, con replica attesa martedì, è positivo. La media oraria al momento non è una priorità per Alonso, cerca altre sensazioni, altri aspetti da scoprire e gestire. «Nel mio caso la qualifica non è molto importante. Ovviamente, quando vai in pista vuoi essere veloce, la priorità nel mio garage è preparare la macchina per la gara, trovarmi a mio agio nel traffico, imparare più cose possibili sul modo di sorpassare, come farlo e come perdere il meno possibile in queste fasi», ha raccontato al termine della giornata.

Da Barcellona a Indianapolis, un tour de force culminato nella miglior prestazione, a 221,634 miglia orarie (356,685 km/h) di media, nel test riservato a rookie e i veterani. Le quattro ore di prove libere successive da 19mo del lotto, 226,338 miglia orarie (364,255 km/h) e 590 millesimi da Marco Andretti (226,338 mph), riferimento di giornata davanti a Scott Dixon, Ed Carpenter, Sebastien Bourdais e Ryan Hunter-Reay. 

«Oggi (ieri; ndr) sono più contento, mi sono sentito meglio in macchina, senza dubbio una giornata migliore con sensazioni migliori, ho potuto sentire le differenze di assetto con le modifiche programmate al mattino», ha proseguito Alonso, confrontando l'orientation test del 3 maggio con la seconda uscita in pista. «Sono riuscito a guidare la macchina o iniziare a guidarla, oggi. Resta ancora tanta strada da fare per imparare, senza dubbio però sento di aver compiuto buoni passi in avanti. 

Abbiamo avuto dei problemi con la sospensione posteriore e non siamo riusciti a completare il programma, a girare un po' nel traffico sul finire della giornata». Costretto a un "corso accelerato" di gare sugli ovali, il tempo tiranno e la necessità di assorbire tutte le indicazioni che arriveranno dal team, da Michael e Mario Andretti, col quale si è intrattenuto a chiacchierare lunedì. Il processo di apprendistato prosegue e Alonso sottolinea: «La cosa più difficile sarà la gara in sé, tutto quel che può accadere in una corsa come questa, dal traffico al girare tra le altre macchine, imparare i trucchi per sorpassare, sfruttare le prestazioni della macchina nel momento giusto e perché farlo in una fase anziché un'altra. Tutte queste piccole cose che impari dalle gare e con l'esperienza. Non ho il tempo né l'esperienza, perciò so che sarò più debole in alcuni aspeetti. Ho bisogno di imparare il più in fretta possibile nei prossimi 10, 12 giorni»

Primi passi mossi nel gruppo dei 32, guidato da Marco Andretti, che ha riconosciuto ad Alonso una preparazione superiore a gran parte dei debuttanti: «Credo sia più preparato di gran parte dei rookie. Ha tante conoscenze ed esperienza dall'intero team, probabilmente troppe informazioni in una volta sola lanciategli addosso! Ma è più preparato di quanto non lo fossi io a 19 anni. Guidando una Formula 1 sei già a un certo livello di comprensione del concetto di aria sporca e come muoverti all'interno e fuori. Si tratta solo di qualcosa un po' più intensa», ha spiegato riferendosi alla bagarre nel traffico. 

«Dipenderà da come si qualificherà, se sarà davanti la scia non sarà così intensa, in coda al gruppo è molto interessante l'avvio perché alzi il piede dal gas e la macchina non rallenta come ti aspetteresti, perché viene risucchiata e ci sono tante turbolenze».

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E' l'aspetto sul quale concentrarsi, sin da oggi, ribadisce Alonso: «Il traffico è ancora l'aspetto che dovrò sperimentare nei prossimi due giorni, qualcosa da approfondire un po' di più nel programma. Tuttavia, ho fatto due o tre giri dietro altre macchine quando uscivano dalla pitlane ed è stato divertente».