Dopo essersi trovato sotto di un giro, e mettendo a segno recupero incredibile, Will Power ha conquistato la sua seconda vittoria in due anni a Pocono, nell'appuntamento dell’IndyCar sul difficile triovale della Pennsylvania. Il pilota australiano ha incontrato una serie di difficoltà nella prima parte di corsa, a partire dalla necessità di dover sostituire entrambe le ali (e subendo anche un contatto). Anche grazie a caution e soste arrivate nei momenti propizi Power, che si era trovato sotto di un giro, è riuscito a riagguantare la coda dello schieramento iniziando a recuperare: quando ha capito che sarebbe stato possibile, girando da solo, beffare tutti gli altri, ha spinto come un ossesso per cercare di allungare sfruttando al massimo le potenzialità della vettura di casa Penske, che erano già apparse importanti.

Una volta che il penultimo ciclo di soste è stato completato, gli avversari hanno perfino fatto fatica a capire come fosse arrivato in testa. Da lì, Power ha continuato a spingere in un finale in cui, dopo tanta pretattica, sono finalmente emerse le vere potenzialità dei vari protagonisti. L’attacco più veemente è arrivato a sei giri dal termine per mano del compagno di scuderia Josef Newgarden: quest'ultimo ha provato ad andare all'assalto della vittoria ma ha visto i suoi attacchi rintuzzati in maniera piuttosto aggressiva e si è accontentato della piazza d’onore, che gli consente di allungare ulteriormente in testa la classifica di campionato. Al terzo posto è arrivato Alexander Rossi che, dopo aver impressionato durante tutta la corsa, ha perso un po' slancio nel momento decisivo. Poco dietro di lui ha rimontato Simon Pagenaud, a sua volta in grado di dimostrare la qualità delle vetture del capitano in Pennsylvania. 

In una corsa caratterizzata dagli alti e bassi di chi ha utilizzato la pretattica per poi mostrare il suo vero passo, e di chi ha dato tutto nei nelle prime fasi, quinto ha concluso Tony Kanaan, che era sembrato il favorito principale ma ha pagato dazio nel finale per un danno all’alettone anteriore. Poco lontano ha terminato Scott Dixon, rimasto molto vicino a Newgarden in una pacchetto d’alta classifica racchiuso in pochissimi punti. Anzi pochissimi, in particolare quando mancano ancora tre gare di cui una punteggio doppio alla fine del campionato.

Dopo i botti delle libere la gara sembrava essere avviata verso un andamento più tranquillo, tuttavia è comunque da segnalare un incidente degno di nota (senza conseguenze fisiche) che ha coinvolto James Hinchcliffe e JR Hildebrand, agganciatisi e finiti violentemente a muro con danni molto vistosi sulle rispettive vetture. Nelle barriere sono finiti anche Sebastian Saavedra con la Dallara del team Schmidt ereditata da Mikhail Aleshin oltre ad Esteban Gutierrez, che ha subito sfiorato le barriere quel tanto che è bastato per danneggiare la sospensione posteriore destra. Ottavo un dolorante Ryan Hunter-Reay, autorizzato a correre solo la mattina della corsa dopo il violento incidente in qualifica. Dopo essere stato in lotta nella top-5 ha progressivamente ceduto terreno.

L’ordine di arrivo della ABC Supply 500:
1. Power (Dallara DW12-Chevy) 200 giri in 2h43’16”6005, alla media di 295,696 km/h; 2. Newgarden (Dallara DW12-Chevy) 0"5268; 3. Rossi (Dallara DW12-Honda) 0"7112; 4. Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) 0"877; 5. Kanaan (Dallara DW12-Honda) 2"9056; 6. Dixon (Dallara DW12-Honda) 3"3544; 7. Castroneves (Dallara DW12-Chevy) 3"7273; 8. Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) 4"0833; 9. Rahal (Dallara DW12-Honda) 4"6884; 10. Munoz (Dallara DW12-Chevy) 6"933; 11. Andretti (Dallara DW12-Honda) 9"4607; 12. Carpenter (Dallara DW12-Chevy) 10"4503; 13. Sato (Dallara DW12-Honda) 11"2388; 14. Daly (Dallara DW12-Chevy) 19"805; 15. Chaves (Dallara DW12-Chevy) 20"679; 16. Kimball (Dallara DW12-Honda) 24"4523; 17. Jones (Dallara DW12-Honda) 25"0689. Giro più veloce: il 182° di Kanaan in 41”2230, alla media di 351,360 km/h.

In campionato
1. Newgarden 494; 2. Dixon 476; 3. Castroneves 472; 4. Pagenaud 468; 5. Power 452.