Inizierà presto, il 2018 in pista di Fernando Alonso. A Città del Messico arriva l’ufficialità sulla partecipazione alla 24 Ore di Daytona con United Autosports. Come anticipato nelle scorse settimane, Fernando salirà sulla Ligier JS P217 e farà coppia con Lando Norris e Phil Hanson già dal 5 al 7 gennaio, prima uscita nei test del Roar before 24. Daytona per calarsi nella parte, assaggio di endurance guardando a Le Mans, che potrebbe rappresentare la seconda “evasione” dal mondiale di Formula 1 2018 e tappa obbligata nella caccia alla Tripla Corona.  «Che progetto emozionante e interessante! Si tratta di una nuova sfida, apprendere una categoria completamente diversa, adattarmi alla macchina e a un altro stile di guida e tutto quel che è connesso: non vedo l’ora di mettermi alla prova di nuovo come pilota», ha commentato Alonso.

«E’ una gara che arriva nel momento giusto, a gennaio, quando la stagione è ancora ferma e stiamo lavorando prevalentemente sulla preparazione fisica. Sarà positivo tornare al volante. Grazie a United Autosports per avermi offerto l’opportunità e a McLaren per il supporto».

Daytona che è un po’ un mondo sconosciuto per tanti piloti di Formula 1. Vettel, che pure è tra quanti hanno una cultura motoristica tra le più alte, non ha fatto mistero di non sapere esattamente se la 24 Ore si corra con macchine di classe GT3 o prototipi, Perez ha avuto un contatto indiretto nel 2017, respirandone l’aria accanto al fratello, impegnato in pista. Per Fernando, invece, è la materializzazione dell’idea «correrei ovunque e a ogni week end», rilanciata a Austin. «La 24 Ore di Daytona è la gara endurance iconica negli Stati Uniti e una delle più importanti al mondo, lo sanno tutti. Non fa parte della Tripla Corona ma, come ho sempre detto, il mio obiettivo è di essere un pilota completo e quest’esperienza mi aiuterà nella preparazione per qualsiasi altra gara endurance alla quale potrei partecipare». Si legge: Le Mans.

«Prima di andare a Indy non avevo mai guidato su un ovale, adesso so cos’è e come affrontarlo. E’ emozionante tornare a correre in America. Fare esperienza nel traffico e passare del tempo su un prototipo, correre di notte, sarà molto utile per il futuro. Ma la mia totale concentrazione sarà sul far bene a Daytona, come ho fatto a Indianapolis e, quando chiudo la visiera, vado a caccia della vittoria, questo è quel che conta.Sono certo che sarà un’esperienza diversa, modi di guida a orari diversi, come diverse saranno le gomme. Condividere la macchina con i miei compagni fa parte del divertimento ed è una delle cose da imparare. Ancora una volta uscirò dai limiti abituali  e proverò qualcosa di nuovo».