Un caotico finale a Martinsville ha promosso Kyle Busch nel quartetto che si giocherà il titolo Nascar nella finalissima di quest’anno a Homestead. Sul corto e piatto tracciato della Virginia, terra di incidenti e sorpassi “con toccata", il pilota di Las Vegas ha agguantato il successo approfittando dei vari eventi che hanno portato ad uno sconvolgimento dei valori in campo nel corso delle ultime fasi. Il protagonista principale della corsa era stato Chase Elliott che, dopo la lunga serie di peripezie che l’hanno finora privato della prima affermazione in gara, sembrava ormai pronto a raccogliere il risultato pieno dopo aver condotto oltre 100 giri. A tre passaggi dalla conclusione, in un re-start seguito alla foratura (con gran botto nelle barriere) di Joey Logano, il figlio d’arte del team Hendrick è però stato buttato fuori senza complimenti da Denny Hamlin, con il quale ha anche avuto un brusco scambio di opinioni nel dopo-gara (stringendolo contro il muro nel giro d’onore). Alla fine, Hamlin ha ammesso la colpa, chiedendo scusa.

Alla ripartenza successiva, l’esperto portacolori del team Gibbs ha comunque subito una sorte simile quando si è trovato alle spalle altre due Toyota, quelle del compagno di squadra Busch e di Martin Truex Jr. Il primo, come sempre dotato di grande irruenza, si è creato lo spazio per il sorpasso spostando Hamlin di prepotenza e controllando il ritorno di Truex, mentre Hamlin, che aveva perso slancio, è finito in testacoda nel tentativo di non perdere ulteriori posizioni causando un mucchio selvaggio proprio sulla linea d’arrivo. Alla fine, terzo ha concluso Clint Bowyer, che su una pista piuttosto “amica” ha recuperato nel finale pur non essendo mai stato tra i protagonisti. Beffato Brad Keselowski, che con la Ford numero 2 del team Penske aveva vinto sia il traguardo del quarto di gara, sia quello della metà corsa ma è mancato al momento chiave. Kevin Harvick ha preceduto Trevor Bayne e tutti gli altri protagonisti del crash finale, rimasti ammassati sul rettilineo. Settimo Hamlin davanti Ryan Blaney, Matt Kenseth e Ricky Stenhouse.

In ottica playoff, se Kyle Busch è sicuro di restare in gioco fino all’ultima corsa, Truex sembra in grado di passare il turno solo grazie ai punti, anche se non dovesse vincere una delle prossime due corse, dato che ha ben 43 punti di vantaggio sul terzo posto: proprio dietro a Truex e Busch c’è Keselowski, mentre Harvick e Jimmie Johnson sono appaiati in quarta posizione. Il pluricampione californiano ha compiuto un recupero eccezionale nel finale, salvandosi per il rotto della cuffia da una giornata durissima, in cui ha dovuto provare il tutto per tutto anche in termini strategici.

L'ordine d'arrivo della First Data 500 di Martinsville, trentatreesima tappa della Monster Energy Nascar Cup Series:

1 - Kyle Busch (Toyota) – Gibbs - 505 giri

2 - Martin Truex Jr. (Toyota) - Furniture Row - 505

3 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart/Haas - 505

4 - Brad Keselowski (Ford) – Penske - 505

5 - Kevin Harvick (Ford) – Stewart/Haas - 505

6 - Trevor Bayne (Ford) – Roush - 505

7 - Denny Hamlin (Toyota) – Gibbs - 505

8 - Ryan Blaney (Ford) – Wood - 505

9 - Matt Kenseth (Toyota) – Gibbs - 505

10 - Ricky Stenhouse Jr. (Ford) – Roush - 505

In campionato

1. Martin Truex 4069; 

2. Kyle Busch 4042; 

3. Brad Keselowski 4026; 

4. Kevin Harvick 4017; 

5. Johnson 4017.