L’arrivo del conquistador Fernando Alonso nel Nuovo Mondo ha suscitato non poca curiosità tra gli indigeni. E alla vigilia dei tre giorni di test della 24 Ore di Daytona, il campione prestato alla United Autosports ha pazientemente risposto alle molte domande rivoltegli dagli appassionati durante la giornata stampa.

Le più disparate, cibo e musica preferiti, che macchina guida quotidianamente, cosa gli piace degli Stati Uniti, chi è il suo miglior amico in Formula 1 (diplomaticamente: il compagno di squadra). Ma si è parlato anche di motorsport. E Nando ha ancora una volta spiegato la decisione di rimettersi nuovamente in gioco: Devi sempre tenere alte le tue motivazioni, ogni volta che salti in macchina. Alla fine il motorsport è uno sport difficile, non ci sono risultati matematici, può sempre succedere di tutto”.

Dopo l’esperienza in Indy, Daytona (non valida per l’ambita “triple crown”) sarebbe propedeutica per la sospirata partecipazione alla 24 Ore di Le Mans. L’asturiano ha già provato una delle Toyota TS050 Hybrid ma ancora non c’è conferma di vederlo sulla Sarthe: “Mi sono reso conto che quando non corro in F1 mi ritrovo a provare sempre altre macchine. Quindi mi sono detto che sarebbe stato bello farlo in modo professionale. Sono felice di partecipare a gare iconiche come la Indy500, la 24 ore di Daytona e spero un giorno anche alla 24 Ore di Le Mans. Penso che queste gare significhino molto per ogni pilota”. 

Inevitabile, essendo negli USA, una domanda riguardante la Nascar: “Non è nei miei piani. Sono auto molto diverse da guidare che richiedono molti test e molta conoscenza del mezzo e nella Nascar ci sono piloti di grande esperienza e talento, non penso sarei in grado di affrontarla”. 

Sulle difficoltà da affrontare, Alonso è consapevole che non sarà una passeggiata: “Ogni cosa sarà una sfida: è la prima volta che corro nell’Imsa, ci sono differenze tra l’endurance americano e quello europeo. Inoltre è la prima volta che corro a Daytona e una 24 ore, con tutto il traffico e le difficoltà della notte. Non c’è una sola sfida, ci sono tante piccole sfide che cercherò di affrontare tutto in modo calmo e professionale”.  

In attesa di mordere l’asfalto, Nando dice riguardo allo storico tracciato: “Del circuito mi hanno impressionato le dimensioni delle infrastrutture, così come il banking delle paraboliche, non vedo l’ora di provarle in macchina”.  

Infine un’altra inevitabile quanto legittima domanda sul confronto impossibile tra la Ligier del team United e una monoposto di Formula 1: “Non è possibile confrontarle, le F1 sono a un livello altissimo, hanno più grip aerodinamico, freni migliori e più accelerazione. Quando provi una vettura da endurance sembra che tutto vada un po’ al rallentatore. Sono comunque macchine molto divertenti da guidare”.   

Dopo i test Nando tornerà subito in Europa, per ritornare in Florida alla vigilia della gara, poi di nuovo a casa in vista dei test pre-stagionali di Formula 1. Magari con un trofeo in valigia: “Il mio tempo qui è limitato e cercherò di godermi ogni minuto”.