La prima stagione completa in Formula 2 e gli impegni come tester McLaren. Ma prima la 24 Ore di Daytona, la classica dell’endurance americano che sta scaldando i motori in vista dello start di sabato 27 gennaio. Da correre al fianco del grande Nando sulla Ligier JS P217 del team United Autosports.

A 18 anni Lando Norris sta per affrontare una stagione cruciale. Dove dovrà esprimere tutto il suo potenziale, proseguendo la faticosa scalata verso la Formula 1. E la 24 Ore di Daytona è già una straordinaria vetrina. Una grande sfida, contro avversari di prima grandezza, al volante di una vettura poco conosciuta. “Pilotare una macchina col tetto, è stata una strana sensazione per i primi due o tre giri – ha commentato Norris alla vigilia delle prove di Daytona -. E’ stata la mia prima volta dal 2014, quando pilotai una Ginetta. La differenza più grande con una monoposto è che non puoi vedere le ruote e quindi quando fai un bloccaggio. Hai sensori nell’abitacolo che ti avvertono quando fai un bloccaggio, ma ti manca la naturalezza di una Formula 1”.

Il giovane talento di Bristol ha già  provato più volte l’emozione di pilotare una McLaren ma al momento le monoposto con cui ha maggiore confidenza sono le F3, categoria in cui si è laureato campione la scorsa stagione. La più grande differenza tra una F3 e un prototipo Lmp è il peso. Una Lmp2 pesa circa il doppio, che è veramente tanto. Ma la potenza è decisamente superiore. Durante i test al Paul Ricard mi sono trovato bene nelle curve veloci. Mentre nelle curve lente è difficile sentire quando inizia a sovrasterzare”.

Oltre alle differenze strutturali c’è anche l’incognita legata alla durata: “Non ho mai fatto nessuno stint molto lungo fino ad ora. E questa sarà la sfida più grande. In F3 le gare durano 45 minuti e qui dovrò fare uno stint di tre ore durante la notte, Abbiamo fatto test con l’oscurità: all’inizio perdi un po’ i riferimenti per le staccate poi ci fai l’abitudine. E’ una bella esperienza”.

Riguardo al rapporto col blasonato collega Alonso, Lando dice:E’ stato molto aperto sia con me che con Phil (Hanson, il terzo pilota della Ligier, Ndr). Non penso sia molto preoccupato della nostra velocità, ovviamente lui vuole essere il più veloce ma sa che questo è un gioco di squadra. Ho già imparato molto da lui. Non tanto come tecnica di guida ma come rapportarmi ai test e agli ingegneri”.  

Terminata la 24 Ore, Norris volerà a Riyadh, per correre la Race Of Champions, trovandosi a correre contro altri big, come Vettel, Kritensen e Montoya. “Mi aspetto un weekend divertente. Ovviamente voglio fare del mio meglio ma andrò lì per divertirmi. Saltare su auto che non ho mai guidato è abbastanza difficile e sono leggermente svantaggiato rispetto agli altri che hanno già partecipato, ma sarò allo stesso livello degli altri rookie. Vedremo come va”.