Una 24 Ore di Daytona per certi, necessari, versi, Alonsocentrica. Nando al centro dell'attenzione, com'era inevitabile. Prima gara endurance in carriera ed esperienza formativa in ottica Le Mans. Una prospettiva che ha fatto passare in secondo piano anzitutto la performance dell'altro pilota McLaren, Lando Il Terzo. Debuttante al pari di Alonso, il britannico campione 2017 di Formula 3 non ha affatto sfigurato, anzi. Ha impressionato. E' stato l'artefice del dimezzamento del gap nello stint notturno sotto la pioggia e incassa il riconoscimento di Fernando.

«Può sorprendere quel che ha fatto solo chi non conosce Lando. I suoi stint sono stati impressionanti, come la preparazione, la concentrazione e il lavoro. Di notte, se controllate quando siamo passati alle gomme da bagnato – un solo stint – eravamo quinti a 1 minuto dal primo, poi abbiamo montato le gomme slick in condizioni umide, con Lando al volante ed eravamo a 27”», analizza Alonso.

«Anche sul bagnato, alla prima esperienza su un prototipo, la prima volta a Daytona e con le gomme Continental, ha recuperato 33 secondi in 20 giri. Ha 18 anni e ha fatto qualcosa davvero notevole». Se la curiosità, sin dall'annuncio dalla partecipazione a Daytona, era nel valutare la velocità di Norris rapportata ad Alonso, il giovane pilota inglese ha superato a pieni voti l'esame. Ad attenderlo, adesso, la stagione in Formula 2, palcoscenico sul quale confermare i risultati della Formula 3 e prepararsi al salto in Formula 1 nei prossimi anni.

Sull'esperienza fatta a Daytona, Lando racconta: «Ogni volta che andavo in pista mi divertivo tantissimo, era l'unica idea che avevo. Si è trattato di un gioco di squadra, più di quanto non fossi abituato, ti trovi a voler far bene per tutti. Il team ha lavorato davvero a fondo per migliorare la macchina dai test del Roar. E'stato molto divertente, abbiamo sofferto dei contrattempi ma tutti e tre abbiamo spinto fino alla fine. Credo abbiamo fatto un buon lavoro con il pacchetto che avevamo».

Una Ligier ritrovatasi improvvisamente competitiva in gara, quanto basta per navigare nella top 5 e con chance di chiudere a podio, salvo dover rinunciare all'obiettivo per i problemi di affidabilità che hanno condizionato la gara dei due prototipi schierati da United Autosports.

L'editoriale: Dal Monte a Daytona è passione vera

Sullo stint che ha impressionato tutti, Norris aggiunge: «Inizialmente mi era stato detto che non avrebbe piovuto a lungo, poi però la pioggia si è fatta più insistente e le condizioni sono diventate difficili. Ho recuperato terreno sebbene non avessi idea in quale posizione mi trovassi, certamente non pensavo di trovarmi vicino al primo. E' stato uno stint molto interessante, non c'era spazio per rilassarsi visto che in continuazione dovevo superare altre macchine».