Dopo un esordio abbastanza sfortunato nell'apertura IndyCar 2018 a St.Petersburg, Sebastien Bourdais si è preso la rivincita sull'ovale di Phoenix, segnando la pole per il secondo appuntamento della serie. Sul corto circuito dell’Arizona, il pilota del team Coyne ha battuto il rivale di casa Penske, Simon Pagenaud, con un nuovo sistema di qualifica che prevede l'ordine d'uscita inverso rispetto a quello della classifica campionato.

Al termine dei suoi due giri, la media di Bourdais è stata sufficiente per chiudere con 8 centesimi di vantaggio, mentre il connazionale, che aveva resistito a lungo al top, si è dovuto accodare. Tutti gli altri si sono visti affibbiare distacchi maggiori, a partire dai tre decimi di Will Power e Alexander Rossi, con la prima vettura del team Andretti. Ancora in forma i portacolori del team Schmidt, James Hinchcliffe e Robert Wickens. In particolare quest'ultimo, all'esordio su un tracciato ovale, non ha deluso, anche se la gara sarà tutt'altra cosa. Quarta fila per Josef Newgarden e Ryan Hunter-Reay: il campione in carica non è riuscito a mettere insieme un giro perfetto.

Grandi difficoltà invece per il team Ganassi, con Ed Jones undicesimo e Scott Dixon nelle retrovie. Viceversa ha ben impressionato il nuovo compagno di colori di Bourdais, Pietro Fittipaldi. Il nipote del campionissimo Emerson, campione in carica della World Series 3.5, ha centrato la top-10. Le esperienze di inizio carriera sugli ovali corti in late-model hanno giovato. In crisi anche Carlin ma, quantomeno, la squadra britannica è poi sembrata trovare il giusto ritmo nelle libere finali, mentre il fanalino di coda è stato Zach Veach. Il giovane del team Andretti non è ancora riuscito ad entrare in sintonia col difficile triovale.