Prove generali di Indycar per Fernando Alonso. È il campionato nel quale tutti lo attendono il prossimo anno. La pratica Indy 500 per la Tripla Corona da portare a termine e non solo, 17 gare in calendario, 5 su ovale, le restanti su circuiti stradali. È il menu che verrà servito dal 10 marzo a St. Petersburg. Il 7 aprile, in attesa dell’ufficializzazione della partecipazione alla serie Indycar, Fernando tornerà a Birmingham, Alabama, sul Barber Motorsport Park che lo ha visto mercoledì prendere contatto, per la prima volta, con una Indycar 2018 su un circuito stradale.

«Amo provare nuove macchine e provare una Indy car su un circuito stradale è speciale. Sono stato abbastanza fortunato da poter provare in condizioni di bagnato, intermedie e sull’asciutto, quindi in generale ho avuto un buon assaggio in ogni condizione di pista. È stata una giornata postiva e con un buon meteo», ha raccontato Fernando, reduce da un ritiro a Monza con la McLaren.

A Barber Motorsport ha girato nuovamente con Andretti Autosport, team con il quale ha corso a Indianapolis lo scorso anno. Un test per scoprire una monoposto del tutto diversa, condizioni tecniche e accorgimenti che nulla hanno a che fare con una macchina unica qual è quella per Indianapolis. Dal banking di Indy alle 17 curve del circuito di Birmingham, le sensazioni (e le preferenze) di Fernando sono combattute: «Quale preferisco? L’istinto probabilmente mi dice un circuito stradale, correrci è stata l’abitudine di tutta una vita ma la Indy 500 è stata un’esperienza incredibile, quindi: 50/50. Amo le sensazioni che ti dà la macchina su un tracciato stradale, degli ovali amo il modo in cui competi, i tempi per prendere le scie, il traffico e tutte le manovre di sorpasso sono un po’ più semplici sugli ovali, perciò in termini di azione in pista amo la Indy 500».

Nell’agenda piena del 2018 ha trovato il tempo per approfondire la conoscenza con il futuro “ferro del mestiere”, test su un tracciato stradale che avrebbe potuto arrivare già un anno fa: «Era qualcosa alla quale guardavo già l’anno scorso. Ho avuto alcune opzioni per testare la macchina in pista dopo la Indy 500 ma non abbiamo trovato il tempo, quest’anno si è realizzato e sono contento. Amo essere dietro un volante e una nuova macchina, è stata un’esperienza nuova dalla quale ho imparato molte cose dal team, gli ingegneri, è un giorno felice».