Si chiude ancora con una Mazda in testa, il Roar Before 24. A Daytona, nell’ultima giornata di test, è Oliver Jarvis a segnare il miglior crono nella sessione di qualifica che assegna garage e pit in vista della gara del prossimo 26 gennaio. Prestazione record - sebbene non ufficiale - l’1’33”398 che pone l’equipaggio Jarvis-Nunez-Bernhard davanti alla DPi gemella di Bomarito-Tincknell-Pla. Terza prestazione per la Acura di Castroneves-Taylor-Rossi.

Prossimo atto della 24 Ore di Daytona, la sessione di qualifica in programma giovedì 24 gennaio, che assegnerà la pole position e scriverà la griglia di partenza. Scenario simulato dal team Joest già nelle giornate del Roar, come ha ammesso Oliver Jarvis dopo il crono di riferimento ottenuto domenica: “E’ stato puro piacere guidare la macchina. Abbiamo girato in condizioni da vera qualifica. Non credo che molti dei nostri avversari possano dire lo stesso, ma nelle condizioni di poco carburante a bordo è stato incredibile”.

Programma sostanzialmente diverso, invece, quello condotto dal team Wayne Taylor Racing, a schierare Van Der Zande, Alonso, Kobayashi e Taylor sulla Cadillac numero 10. “Credo sia difficile dire dove ci troviamo in termini di passo. Quanto alla macchina, abbiamo compiuto molti progressi apportando alcuni cambiamenti. È stato positivo avere in macchina Alonso e Kobayashi, affinché potessero essere a loro agio tanto sotto il punto di vista della guida che dell’ergonomia della posizione: sono gli aspetti sui quali è incentrato questo test, far sì che tutti siano a proprio agio, effettuare le prove di cambio pilota e di pit-stop.

Nel tempo che manca prima che si ritorni in pista, sarà solo una questione di effettuare alcune regolazioni di fino”, l’analisi di Jordan Taylor.

Cadillac candidata alla vittoria, obiettivo sottolineato da Kobayashi mentre Fernando Alonso ha commentato: “E’ andato tutto bene, un week end di test filato liscio. Era la prima volta al volante della Cadillac con il team, sono piuttosto contento della macchina e del bilanciamento presente sin dall’inizio.

Conoscevo la pista dall’anno scorso, è stato un vantaggio e ho potuto concentrarmi totalmente sul metodo di lavoro della squadra e come voleva che venisse condotto il test. Credo abbiamo compiuto dei miglioramenti, abbiamo imparato un paio di cose che potremo sfruttare per la 24 Ore. Abbiamo un team forte, tutti i piloti hanno esperienza e velocità sufficienti per correre su ritmi elevati.

È una gara lunga e tutto deve andare per il verso giusto, da parte nostra dobbiamo tenere alta la concentrazione, correre la gara nel miglior modo possibile e aiutare il team con i nostri feedback nell’arco delle 24 ore”.

Per una Classe Dpi monopolizzata da Mazda c’è la migliorprestazione dell’Oreca di Mathiasen Motorsport in Classe LMP2, con Gabriel Aubry autore di un crono di 1’35”930. Il riferimento in GTLM, invece, è stato fissato nella qualifica domenicale da Jan Magnussen su Corvette, a sfruttare nel giro che è valso l’1’42”651 – circa 1 decimo di margine sulla prima delle due Ford GT di Chip Ganassi (Briscoe-Westbrook-Dixon) – la scia offerta dall’altra Corvette di Oliver Gavin. Terza prestazione per Hand-Muller-Bourdais, seguiti dalla coppia di Porsche 911: Jaminet-Bamber davanti a Pilet-Tandy-Makowiecki. Sesta di Classe la Ferrari 488 GTE di Risi Competizione, con Rigon e Molina al volante, davanti alla prima delle BMW M8 GTE, quella di Alex Zanardi, nell’equipaggio completato da Krohn,Edwards-Mostert.

Roar Before 24, tutti i tempi della terza giornata