Mazda, DragonSpeed, Porsche e Via Italia Racing. I migliori di Classe a Daytona, dopo le qualifiche che hanno scritto la griglia di partenza della 24 Ore. Si conferma la rapidità delle Mazda del team Joest, dopo gli exploit nel Roar e Oliver Jarvis realizza la pole infrangendo il record della pista dopo 26 anni.

Migliora l’1’33”875 ottenendo 1’33”685, davanti alla Acura Penske di Ricky Taylor, staccato di 188 millesimi e la DPi gemella di Juan Pablo Montoya, staccato di 4 decimi. Non va oltre la sesta prestazione, terza fila, la Cadillac di Wayne Taylor Racing. Quasi 8 decimi rimediati dalla pole per Jordan Taylor. 

La cosa più importante per noi era ottenere la pole. Sin dal Roar ho capito meglio cosa volesse dire fare il record della pista. Che sia rimasto per 26 anni è incredibile, non ero certo che saremmo riusciti a batterlo oggi a causa della pioggia caduta al mattino.

Per noi e il team Mazda Joest è la ciliegina sulla torta, perché abbiamo lavorato così a fondo: non c’è stato nessun periodo di stacco a fine stagione e questo è il risultato di tutto il duro lavoro fatto in fabbrica”, ha commentato Jarvis, alla prima pole nel campionato IMSA.

In casa Wayne Taylor Racing, le velleità di successo di Fernando Alonso, Renger van der Zande, Kamui Kobayashi e Jordan Taylor partiranno dalla terza fila, un risultato atteso, ad ascoltare le parole di Taylor: “Credo che realisticamente fossimo in corsa per ottenere il quinto miglior tempo e abbiamo concluso al sesto per mezzo decimo dalla numero 31 (Cadillac di Action Express guidata da Felipe Nasr; ndr).

Per quanto ci riguarda la qualifica era più una sessione di prova che altro. Abbiamo apportato grandi modifiche solo per verificare il comportamento tra libere e qualifica, per dare una lettura visto il poco tempo avuto per girare. Adesso abbiamo capito come hanno inciso le modifiche e andiamo con una direzione chiara nelle prove notturne (quinto tempo a 5 decimi dalla Nissan; ndr)”.

Daytona, tutti i tempi della qualifica

Più importante essere al top nella gestione delle 24 Ore che non esprimere la prestazione assoluta sul singolo giro e Jordan Taylor aggiunge: “Non cercavamo necessariamente la pole, sapevamo non essere un obiettivo realistico. Piuttosto è stata una preparazione in vista della gara ed quello l’obiettivo assoluto”.

Dietro i prototipi di Classe Dpi e LMP2 si registra una Classe GTLM dai distacchi molto contenuti. La pole va alla Porsche 911 RSR di Tandy-Pilet-Makowiecki, Tandy autore di 1’42”257 davanti alla Corvette di Magnussen, per 3 decimi, a guidare un plotoncino di macchine separate da pochi centesimi: Briscoe su Ford a 371 millesimi dalla pole di Classe, Rigon su Ferrari Risi Competizione a poco più di 4 decimi. Settimo di Classe l’equipaggio di BMW con Alex Zanardi.

Zanardi stard della 24 Ore di Daytona: l'intervista

“Il nostro obiettivo era di ottenere una buona scia e ha funzionato alla perfezione. Sui lunghi dritti di Daytona può aiutare davvero e ti fa guadagnare molto tempo, soprattutto se prendi la scia di due macchine, come nel nostro caso.

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È una tattica che a volte non funziona ma oggi siamo stati fortunati. Pur essendo un risultato fantastico la pole, non significa molto in una gara di 24 ore, qui come in altri appuntamenti. È tuttavia importante iniziare il week end con un gran risultato”, ha raccontato Nick Tandy. 

In Classe GTD è la Ferrai 488 GT3 di Via Italia Racing a ottenere il miglior tempo, con l'equipaggio brasiliano Gomes-Franzoni-Longo completato da Andrea Bertolini. La migliore delle Lamborghini Huracan GT3 è risultato l'equipaggio di Ebimotors, con il tempo ottenuto da Giacomo Altoè, in formazione con Fabio Babini, Emanuele Busnelli e Taylor Proto.