Una pinna alta poco più di 7,5 centimetri e “spessa” circa 2, posta immediatamente davanti al cockpit. E’ l’AFP – Advanced Frontal Protection che la Indycar si appresta a introdurre sulle monoposto, in gara dalla prossima 500 Miglia di Indianapolis e, da lì, fino al termine del campionato. 

Dispositivo di sicurezza sviluppato da Dallara, andrà a incrementare la protezione da impatti con detriti, evidentemente deviando la traiettoria di quelli di maggiori dimensioni, proteggendo in parte il casco del pilota.

Realizzato in titanio, come l’Halo impiegato in Formula 1, l’AFP è risultato essere il dispositivo dalla migliore integrazione con l’attuale telaio Dallara. Una struttura in stile Halo è stata vagliata dalla Indycar, tuttavia, i limiti all’integrazione sulla scocca hanno impedito la sua introduzione.

E basta ricordare quanto accaduto tra i team di Formula 1 nel 2017 per capire la necessità di una progettazione integrata di telaio e Halo, 7 kg di titanio a resistere alle sollecitazioni di diverse tonnellate di pressione verticale e trasversale, scaricate su più punti della scocca.

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L’AFP realizzato da Dallara, un dispositivo al quale si lavora dal 2012 con simulazioni e prove in pista, ha superato gli stessi test di resistenza ai quali viene sottosporto il roll-hoop dietro il casco del pilota. Quanto a soluzioni alternative, in stile Aeroscreen, più ampie, il “parabrezza” realizzato da PPG Aerospace non è risultato ancora idoneo, dai test condotti dall’azienda, all’utilizzo sulle monoposto della Indycar.

Indycar: l'anti-halo funziona

“La sicurezza è un inseguimento senza fine e l’AFP rappresenta l’ultimo passo della Indycar in questa evoluzione. Arriveranno ulteriori dettagli in merito ai passaggi successivi”, ha commentato il presidente della serie Indycar, Jay Frye. Dettagli che potrebbero prefigurare un 2020 con una differente soluzione.