Ancora una giornata da dimenticare, per la McLaren a Indianapolis. Dopo i problemi elettrici – all’alternatore – di martedì e l’incidente di Alonso mercoledì, l’intera giornata di prove di giovedì è andata persa.

Nessun giro per Fernando, costretto ad attendere la preparazione della seconda scocca, sulla quale i meccanici hanno dovuto installare un nuovo motore Chevrolet, dopo i danni riportati nel botto in curva 3 del giorno precedente.

INDY, CONDIZIONI METEO VARIABILI

Con gli avversari a misurarsi in pista con condizioni meteo difficili, una sessione accorciata per l'arrivo della pioggia e differenze di grip sull’ovale, McLaren è costretta a guardare. Ed Jones ha realizzato il miglior tempo, sebbene sia stato 3 decimi più lento della prestazione finora di riferimento, Will Power martedì, a 229,745 miglia orarie.

Chi avrebbe più bisogno di trascorrere del tempo in azione deve attendere. Non il migliore degli inizi, in vista di una qualifica di sabato da preparare quasi al buio.

Resta il turno odierno di prove libere per proseguire un programma di lavoro finora con 96 giri appena all’attivo.

TEAM NUOVO, OPERAZIONI A RILENTO

“Pur avendo una serie di figure d’esperienza in squadra, siamo ancora un gruppo relativamente nuovo. Per questo e per il fatto di nutrire profondo rispetto verso Indianapolis, stiamo procedendo con grande attenzione e un approccio misurato, vogliamo assicurarci di mandare in pista la macchina migliore possibile.

Non girare oggi (ieri; ndr) rappresenta un serio ostacolo al programma della nostra Indy 500 ma non tutto è perduto. Dovremmo avere una giornata completa di prove e preparativi in vista della qualifica, l’obiettivo è di disputare una bella giornata lineare di prove”, ha commentato de Ferran.

Dichiarazioni all’insegna della serenità da parte di Zak Brown: “Se vai nel panico ti porta a commettere errori. Devi restare tranquillo e montare la macchina correttamente, far sì che l’assetto sia giusto. Serve tanto tempo per regolare l’assetto correttamente e non si possono affrettare le operazioni”.

McLaren sconta, ancora, una sfida affrontata in prima persona, diversamente dalla campagna 2017 in cui tutto andò per il verso giusto, accanto all’esperienza di un team come Andretti. “Essere un nuovo team certo è uno svantaggio. I ragazzi sono tutti molto esperti ma non hanno mai lavorato insieme prima. È la prima volta che devono ricostruire in una notte la macchina e ti troverai a farlo una seconda, una terza, una quarta volta. L’unico modo per farcela per una nuova squadra è imparare da quel che fai. Sono calmi e sereni”, ha aggiunto Brown.

SFIDA INDY IN AUTONOMIA UN PASSAGGIO NECESSARIO

Sulla collaborazione con Carlin e l’esperienza passata con Andretti, Bob Fernley ha sottolineato: “Questa della Indy è una sfida enorme in qualsiasi altra circostanza. È qualcosa che McLaren deve fare perché ciò che è stato fatto ha dato le basi per il futuro. Lavorare con Michael Andretti è fantastico ma non impari nulla. Perché McLaren possa compiere i prossimi passi (valutare un impegno nella Indycar completo; ndr) ha bisogno delle competenze e delle basi di ciò che è stato fatto nei mesi scorsi.

Non possiamo contare affatto su Carlin, hanno 3 macchine da gestire e noi abbiamo uomini a sufficienza per fare le cose da soli. Il supporto Carlin è prevalentemente logistico e su un aiuto iniziale, sopratutto con l’equipaggiamento”.