È stato Simon Pagenaud a sorridere al termine della qualifica per la 500 Miglia di Indianapolis 2019, mentre Fernando Alonso affrontato una delle più amare giornate della sua carriera. Nelle massacranti prove per la maratona dell’Indiana, con la media sui quattro giri da segnare al minimo del carico aerodinamico, e con un boost di cavalli aggiuntivi ad aumentare prestazioni e difficoltà, i colpi di scena sono stati continui. 

Dopo una prima qualifica condizionata dal meteo, che ha stabilito le posizioni al via dalla decima alla trentesima, nella domenica di Indy è stata la volta dei top-9, i migliori del lotto, e dei sei in coda alla classifica che si sono affrontati, su un singolo run, per tre posti disponibili, e infine i top driver. 

Nel primo turno è arrivato il clamoroso KO dell'asturiano. Se James Hinchcliffe e Sage Karam, protagonisti di contatti il primo giorno, si sono salvati con relativa facilità, anche Alonso sembrava avviarsi verso un esito positivo, con le difficoltà dei due semi-compagni di scuderia Max Chilton e Pato O'Ward.  

Quando già in Carlin-McLaren si stava quasi festeggiando, Kyle Kaiser è sceso in macchina e ha piazzato una zampata imprevedibile, dopo aver scelto di non girare nel turno del mattino. Il team Juncos, messa insieme tra venerdì e sabato una vettura di scorta a tempo record, ha affinato la meccanica sabato notte, dando al suo pilota la chance della vita, presa e sfruttata.

E' poi toccato ai "Fast Nine", onostante il rischio di ulteriore pioggia dopo i temporali del primo pomeriggio. Pagenaud, molto in palla sin dal round sul tracciato stradale di Indy, ha battuto il trio del team Carpenter, compreso Spencer Pigot, poleman provvisorio e secondo per un nonnulla. Al terzo e quarto posto, il patron Ed Carpenter e Ed Jones, mentre un bravo Colton Herta ha preceduto Will Power. L'australiano, deluso così come Josef Newgarden e Alexander Rossi, si dovrà rifare in gara. Si segnala invece il buon potenziale di Sebastien Bourdais e del team Coyne.