Alti e bassi. Così si potrebbe riassumere il weekend dell'IndyCar a Detroit. Sulla difficile pista cittadina di Belle Isle, che si snoda a poca distanza dalle sedi dei grandi costruttori automobilistici, in un parco non utilizzato nel resto dell'anno, si sono svolte due manche a punteggio pieno. Pochi tuttavia hanno potuto approfittare della doppia chance, visto che quasi tutti i piloti di vertice sono andati incontro a fortune alterne.

Josef Newgarden, grazie ad una sosta anticipata e ad una provvidenziale safety-car, è riuscito a beffare Alexander Rossi in gara 1, involandosi verso il successo. In gara 2, sempre mentre battagliava con Rossi per la leadership virtuale, Newgarden ha invece forzato troppo l'attacco a James Hinchcliffe, che in uscita box si era piazzato davanti a loro con gomme fredde.

 

Risultato, un ritiro che riduce al minimo il suo vantaggio in classifica. Con il secondo posto della prima frazione, e riuscendo a ripartire salvaguardando una top-5 nella seconda, Rossi viceversa si è fatto sotto.

Troppi errori e tante sorprese

Anche Scott Dixon ha avuto la sua quota di sorprese. Nella corsa di sabato, ridotta e ritardata per violenti temporali che rischiavano di mettere in pericolo il pubblico, il neozelandese ha commesso uno dei suoi rari errori, pizzicando il muro interno e venendo scaraventato verso quello esterno.

In gara 2, complice una provvidenziale caution e l'incidente di Hinchcliffe-Rossi-Newgarden, è invece riuscito a centrare il successo. Al secondo posto ha chiuso Marcus Ericsson. Il team Schmidt ha fatto la migliore scelta di strategia, chiamandolo dopo soli due giri ai box per togliere le gomme morbide, rivelatesi molto poco durature. Se non fosse stato per la tamponata di Sebastien Bourdais a Spencer Pigot in ingresso box, che ha aiutato Dixon, Ericsson avrebbe potuto vincere. 

Anche a causare la prima bandiera gialla è stato un contatto multiplo con vittime di lusso. Simon Pagenaud, dopo aver chiuso sesto al sabato, è arrivato lungo colpendo Felix Rosenqvist, e coinvolgendo anche Tony Kanaan e Will Power. L'australiano ha poi guidato per tutta la corsa con un problema al cambio, ma con tanti sorpassi e l'alternarsi delle soste si è ritrovato in terza posizione. Non ha potuto attaccare i leader nel final, ma ha guadagnato punti. Anche al sabato non aveva avuto vita facile: un errore della squadra gli aveva fatto perdere una ruota fuori dai box.

Sempre nella prima manche, Takuma Sato ha chiuso terzo a suon di sorpassi, risultato che ha tentato di ripetere anche la domenica, rimediando però una foratura nel finale. Quarto in gara 1, Rosenqvist è sopravvissuto al colpo iniziale, ma ha pagato caroun errore: rotto lo sterzo in una leggera strisciata, ha tentato di continuare, finendo rovinosamente in testacoda.

Le classifiche

L’ordine d’arrivo di gara 1 della Detroit Dual:

1 - Josef Newgarden (Dallara-Chevy) – Penske - 43 giri

2 - Alexander Rossi (Dallara-Honda) – Andretti - 0"8237

3 - Takuma Sato (Dallara-Honda) – RLL - 11"4760

4 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) – Ganassi - 11"8833

5 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Honda) – Andretti - 12"2263

6 - Simon Pagenaud (Dallara-Chevy) – Penske - 12"5127

7 - Graham Rahal (Dallara-Honda) – RLL - 13"1515

8 - Zach Veach (Dallara-Honda) – Andretti - 14"0022

9 - James Hinchcliffe (Dallara-Honda) – SPM - 15"2409

10 - Spencer Pigot (Dallara-Chevy) – ECR - 16"1462

 

L’ordine d’arrivo di gara 2 della Detroit Dual:

1 - Scott Dixon (Dallara-Honda) – Ganassi - 70 giri

2 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) – SPM - 1"9419

3 - WIll Power (Dallara-Chevy) – Penske - 3"6570

4 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Honda) – Andretti - 4"5238

5 - Alexander Rossi (Dallara-Honda) – Andretti - 5"1877

6 - Marco Andretti (Dallara-Honda) – Andretti - 6"6330

7 - Graham Rahal (Dallara-Honda) – RLL - 7"1404

8 - Zach Veach (Dallara-Honda) – Andretti - 8"0411

9 - Sebastien Bourdais (Dallara-Honda) – Coyne - 8"7886

10 - Santino Ferrucci (Dallara-Honda) – Coyne - 9"4809

In campionato:

1. Newgarden 316; 2. Rossi 301; 3. Pagenaud 291; 4. Dixon 264; 5. Sato 255.