Si è decisa tutta nelle ultime fasi la gara dell’IndyCar Series al Texas Motor Speedway. Sul velocissimo ovale texano, i primi due terzi della corsa si sono svolti in maniera piuttosto lineare, mentre la parte restante ha visto tre incidenti che hanno cambiato la fisionomia della serata e delle strategie. Il primo contatto è stato quello solitaria di Zach Veach, e proprio nella situazione di caution seguente, Josef Newgarden e il team Penske hanno impostato una strategia vincente. L'americano si è fermato ai box, trovandosi a fondo gruppo e con una sosta supplementare da fare. Però, ha potuto risparmiare tempo in bandiera verde. Quando tutti gli altri hanno dovuto effettuare il loro stop - in regime di gara normale - Newgarden è passato al comando, e ha avuto tutto il tempo di rabboccare in tranquillità.

Poi, è stata la volta di un incidente di James Hinchcliffe, che ha riportato sotto anche Scott Dixon e Colton Herta, oltre ad Alexander Rossi. Ma per i primi due il duello è stato breve, dato che Herta ha tentato un attacco molto rischioso, all’interno e senza spazio sufficiente, perdendo il posteriore e travolgendo Dixon. Il finale quindi è stato Rossi contro Newgarden, ancora una volta, dopo le scaramucce di Detroit. Il pilota di Andretti le ha provate tutte, riuscendo anche a mettere il muso della sua vettura davanti. Ma Newgarden si è coperto bene le spalle, monopolizzando la più veloce linea interna e allungando nel finale.

Terzo ha concluso Graham Rahal, mentre al quarto posto, Santino Ferrucci ha sorpreso, dimostrando di aver "metabolizzato" gli ovali molto velocemente. Poi Ryan Hunter-Reay: l'americano ha condotto la corsa nelle fasi centrali, ma rischiava di rimanere a secco e ha dovuto effettuare una sosta supplementare. Con otto piloti a pieni giri, ha recuperato tre posizioni negli ultimi passaggi, il massimo che poteva fare. Bene anche Simon Pagenaud, Marcus Ericsson e Sebastien Bourdais. Disastro invece per Takuma Sato, poleman e leader iniziale. Il giapponese è passato troppo vicino al muretto box nella prima sosta, "agganciando" un meccanico (illeso) ma prendendo una penalità.

L'ordine d'arrivo della DXC 600 di Fort Worth, Texas:

1. Newgarden (Dallara/Chevy) 248 giri in 1h55'08"8666, alla media di 299,473 kmh; 2. Rossi (Dallara/Honda) a 0"8164; 3. Rahal (Dallara/Honda) a 1"4928; 4. Ferrucci (Dallara/Honda) a 1"7266; 5. Hunter-Reay (Dallara/Honda) a 2"2019; 6. Pagenaud (Dallara/Chevy) a 2"8789; 7. Ericsson (Dallara/Honda) a 3"9271; 8. Bourdais (Dallara/Honda) a 4"3306; 9. Power (Dallara/Chevy) a 1 giro; 10. Andretti (Dallara/Honda) a 1 giro; 11. Daly (Dallara/Chevy) a 1 giro; 12. Rosenqvist (Dallara/Honda) a 2 giri; 13. Carpenter (Dallara/Chevy) a 2 giri; 14. Pigot (Dallara/Chevy) a 2 giri; 15. Sato (Dallara/Honda) a 3 giri; 16. Kanaan (Dallara/Chevy) a 3 giri. Giro più veloce: il 69° di Sato in 23"5657, alla media di 354.025 Kmh.

Il campionato

1. Newgarden 367; 2. Rossi 342; 3. Pagenaud 319; 4. Dixon 278; 5. Sato 272.