L'equipaggio "veterano" e più esperto alla 24 Ore di Le Mans è quello della Audi n.7, composto da Marcel Fassler, Benoit Treluyer e André Lotterer. Corrono insieme dal 2010 e quest'anno sarà la settima volta che partecipano alla 24 Ore insieme, battendo ogni record di fedeltà tra gli equipaggi Audi che negli anni si sono modificati o divisi più volte. Lotterer, Treluyer e Fassler formano un terzetto inossidabile e vincente. Insieme hanno vinto tre volte in sei edizioni (nel 2011, 2012 e 2014), e dopo il ritiro di Kristensen sono loro i più vincenti in attività.

Anche se partono in terza fila con il 6° tempo, l'equipaggio più esperto di Le Mans non è preoccupato. "Sarò io a fare la partenza - spiega Lotterer, tedesco di madre belga - e cercherò di attaccare subito se ne avrò la possibilità".

Lotterer è considerato uno dei piloti più veloci n assoluto e nelle qualifiche finali su bagnato è stato il più rapido in pista. "È vero, mi trovo bene col bagnato ma anche se gradisco la pioggia, il bagnato a Le Mans è sempre un'incognita pericolosa: in rettifilo si va davvero molto forte e la nube d'acqua ti acceca. Per cui mi auguro una partenza su asciutto, Le Mans bagnata è sempre insidiosa".

Audi attaccherà dal primo giro

Fassler, svizzero, invece racconta come sia rimasto impressionato dalla versione rinnovata della sua Audi R18. “Adesso che abbiamo tanti cavalli 'elettrici', il boost, la spinta del motore è impressionante quando si accelera sommando la potenza del motore termico e quella elettrica. Il feeling è davvero eccitante”.

Benoit Treluyer, francese, teme invece quella che è un'insidia perenne di Le Mans: le auto più lente. Noi andiamo veramente forte sia in rettifilo (circa 335 km/h) che sul giro, che percorriamo in tre minuti e 20 secondi. CI sono un sacco di auto lente, le GT che girano oltre 30 secondi più piano di noi ed è pericoloso ogni volta scansarle o destreggiarsi per superarle. Non è soltanto la differenza di velocità a rappresentare un pericolo, ma anche l'imprevedibilità della reazione del pilota che ti appresti a superare: i professionisti più esperti sulle GT sono bravi a prevedere il sorpasso e sanno come lasciarci strada. Ma ci sono tanti amatori al volante delle GT e quelli  ogni volta che li superiamo, possono reagire in modo non prevedibile”.

Ancora Lotterer, pone l'accento sull'unico problema apparente della nuova Audi R18: la posizione di guida. “La macchina è cambiata aerodinamicamente, il telaio è più stretto e quindi abbiamo dovuto cambiare abbastanza la nostra seduta dentro la macchina. I piedi sono molto più in alto di prima, quasi come su una formula; mentre lo schienale è un poco più dritto. Qui al volante di sediamo in modo leggermente più rannicchiato e speriamo che questo non ci crei problemi di comfort a lungo andare”.