Non si sono certo annoiate le migliaia di spettatori accorse al Daytona International Speedway per assistere alla grande classica dell'endurance americano. Dopo 15 ore di gara, iniziata alle 20.30 italiane di sabato e terminata 24 ore dopo, la direzione gara aveva fatto sventolare dai commissari le bandiere gialle per ben 13 volte - poi salite a 17 - , neutralizzando anche la corsa per quasi un'ora a causa di incidenti - tra cui quelli di Angelelli su Cadillac-Dallara e Hartley sulla sua Ligier-Nissan - e della pioggia caduta per ore a rendere insidioso il tracciato. 

Ma alla fine, con vari cambi della guardia al vertice, l'ha spuntata tra di colpi di scena, proprio la Cadillac numero 10 pilotata da Max Angelelli, alla sua ultima corsa, dai due Taylor e Gordon. Una vittoria sudata e frutto di una rimonta nei confronti della Riley di Goossens, Van Der Zande e Rast, unica vettura in grado di contedere la vittoria alle Cadillac, con la vettura numero 5, affidata agli autori della pole Barbosa, Fittipaldi e Albuquerque, seconda al traguardo dopo essere stata speronata dalla vettura gemella, con Ricky Taylor che ha toccato Felipe Albuquerque a pochi minuti dal termine mentre tentava il sorpasso all'interno, mandando l'avversario in testacoda. Contatto frutto di una manovra al limite, poi considerata corretta dalla direzione gara, che ha privato il portoghese, in quel momento in testa, della vittoria. 

Quarta la Nissan di Sharp, Dalziel e Derani a precedere la prima delle GTLM, la Ford GT pilotata da Mueller, Hand e Bourdais. Ford, con un'armata di quattro vetture allo start, ha rischiato di prenderle in casa dalle nuove Porsche 911 RSR a motore centrale, con Pilet, Makowiecki e Werner che hanno chiuso in sesta posizione. Settimo piazzamento per la prima delle Ferrari, con la 488 GTE di Fisichella, Calado e Vilander a precedere la Chevrolet Corvette C7.R di Garcia, Magnussen e Rockenfeller. Chiudono la top ten la Ford GT di Tincknell, Prialx e Kanaan davanti alla Porsche di Estre, Vanthoor e Lietz.  

In GTD la spunta la Porsche 911 GT3 R di Morad, Lazare e De Quesada, con la Ferrari 488 di Cressoni, Balzan, Nielsen e Bird costretta al ritiro a due ore dal termine, mentre guidava la categoria, a causa della rottura del motore. Settima delle GTD la prima delle Lamborghini Huracàn guidata dall'equipaggio di Caldarelli.