MONZA. La prima giornata di test WEC all’Autodromo di Monza è stata inaugurata da un gesto goliardico dal sapore d’altri tempi. Il 1° aprile va santificato anche in pista e i piloti Ferrari e Ford hanno sgranato gli occhi nel trovarsi le macchine degli avversari nei rispettivi box. Un bel pesce architettato da AF Corse e Chip Ganassi Racing UK per allentare la tensione prima che la guerra cominci. Anzi ricominci. 

Il Prologo di Monza è l’antipasto di una nuova stagione, primo round il 16 aprile a Silverstone, gravida di incognite e sfide. Aston Martin, Ferrari, Ford, Porsche, un poker d’assi su cui è difficile fare pronostici. 

“Le Porsche RSR sono quelle che ci spaventano di più – ci ha detto Davide Rigon – Inoltre ora Ford ha un anno di esperienza in più. Sarà un campionato molto tirato, dove le gomme svolgeranno un ruolo fondamentale”. Perché col nuovo regolamento in GTEPro i treni di pneumatici a disposizione in gara saranno solo quattro e non più sei. Costringendo i piloti a far diventare norma una strategia di gara con “due doppi stint”. 

Rigon affronta la stagione sulla 488 GTE numero 71 condivisa con Sam Bird. Una macchina con una livrea speciale, omaggio cromatico alla 125S, la prima Rossa che giusto 70 anni fa varcò i cancelli di Maranello guidata dal Drake. 

La 488 ha tolto parecchie soddisfazioni al team lo scorso anno, con due vittorie nelle prime due gare. E se non fosse stato per un cerchio maledetto sarebbe probabilmente arrivato anche l’ennesimo successo Ferrari a Le Mans. Andato invece a Ford, giusto 50 anni dopo la tripletta del ‘66, giusto per rimanere in tema di anniversari. “La 488 è stata una gran bella sorpresa – continua Davide – E’ una macchina fantastica da pilotare, con molto downforce e tanta stabilità in frenata. Siamo andati molto bene fin da subito, poi Le Mans ci ha cambiato la stagione e alla fine ci sono mancate un po’ le performance, anche per colpa del BoP. Ci hanno dato 20 kg di zavorra subito e poi non li hanno più levati”

Il Balance of Performance non convince i piloti e fa storcere il naso anche a molti appassionati. E l’introduzione del BoP automatico lascia perplesso anche Alessandro Pierguidi, pronto a non far rimpiangere Gimmi Bruni, di cui ha ereditato il sedile. Da condividere con James Calado. E con Lucas Di Grassi, special guest fresco di nomina, per le 24 Ore più lunghe dell’anno. 

Ma è ancora presto per pensare a Le Mans, prima della classica ci sono la già citata Silverstone e Spa. “La GTEPro sarà la categoria più difficile – ci ha detto Alessandro nei box AF – E poi c’è da capire l’incognita del BoP automatico, che ancora non è ben chiaro come funzionerà. Inoltre c’è l’incognita sul degrado delle gomme, non abbiamo mai corso sei ore con soli quattro set”. 

Su chi sarà l’osso più duro da azzannare anche Pier Guidi ha pochi dubbi: “Porsche di sicuro perché partono da zero e non hanno BoP. Le Ford poi sono molto veloci e l’hanno nuovamente dimostrato a Daytona e Sebring. Sarà una sfida a livelli altissimi”.