Sono stati necessari ben 8 meeting, tra ottobre e marzo, con la partecipazione di esperti tecnici della Fia, dell'Aco (l'organizzatore del WEC) e dei costruttori coinvolti, questi ultimi rappresentati da Aston Martin, Ferrari, Ford, Porsche, Corvette e anche BMW (in procinto di arrivare nel 2018). Ma alla fine sembra siano stati tutti soddisfatti del risultato raggiunto: stabilire una nuova modalità per definire il cosiddetto Balance of Performance nella categoria LMGTE Pro in questa stagione 2017.

Ricordiamo che il BoP è l'unico sistema che finora ha avuto un accettabile successo nel riuscire a stabilire un'equa competitività nelle gare con vetture derivate dalla produzione di serie, ancorché trattarsi di vere e proprie supercar a edizione limitata come in questo caso. Va da sé che, non essendo macchine realizzate appositamente per le corse secondo un regolamento tecnico preciso e valido per tutti, le "derivate dalla serie" possano presentare caratteristiche molto differenti fra loro (perfino la cilindrata è diversa) oltre a non essere sempre adatte già in partenza all'impiego in pista. Di conseguenza in passato è successo spesso che (senza BoP) un modello svettasse sugli altri, che quindi non erano invogliati a correre e restavano a casa. Così non correva più nessuno e la categoria moriva.

È stato per evitare ciò e permettere ai meno favoriti di correre in modo competitivo che è nato il Balance of Performance, vale a dire un sistema che "amministrando" zavorre, restrittori all'aspirazione e anche capacità dei serbatoi tra le varie macchine (sulla base delle caratteristiche tecniche ma anche dei risultati in pista) rendesse il più simili possibile le prestazioni di vetture anche piuttosto differenti fra loro. Un sistema che aveva e ha comunque i suoi difetti: troppo spesso è successo che andasse a penalizzare chi aveva lavorato meglio in pista e aveva i piloti più veloci, oppure che avvantaggiasse oltremodo le Case con più "peso" politico nei confronti della federazione e/o degli organizzatori.

Proprio per superare i problemi citati, che spesso hanno alimentato comprensibili polemiche, è stato deciso di introdurre quest'anno nel WEC un sistema "automatico" che tramite formule matematiche arrivi ad assegnare in modo non più soggettivo le varie limitazioni. Stabilendo anzi da solo quando sia il caso di rallentare i più veloci oppure al contrario di favorire i più lenti. L'algoritmo stabilirà tra una gara e l'altra quali correttivi introdurre, analizzando non solo la prestazione di picco di ciascun modello, ma il 60% della distanza di gara coperta (considerando quindi pure la stabilità della prestazione a gomme usurate). Fra gli altri parametri, saranno considerate anche la velocità massima e le risultanze nei vari settori di un tracciato, in modo da uniformare le prestazioni sui tratti lenti e su quelli veloci.

Per non rendere eccessiva la frequenza di questi "aggiustamenti", servirà un certo gap minimo (o ripetuto) e la prima variazione avverrà dopo le prime due gare a Silverstone e Spa, per essere applicata a quella del Nurburgring. La 24 Ore di Le Mans verrà trattata separatamente, anche per evitare di istigare prestazioni anomale nelle gare precedenti, per chi volesse ottenere un BoP favorevole nella gara più famosa. Le variazioni saranno limitate: 20 kg e 10 kW massimi (in più o in meno) tra una gara e l'altra. Inoltre non saranno applicate se nella gara precedente una certa vettura non è riuscita a percorrere una distanza adeguata, è stata eccessivamente lenta oppure vi sono state condizioni meteo anormali.

Il nuovo sistema riguarda solo la classe "Pro", mentre per la "Am" (e per Le Mans) si continuerà al momento ad utilizzare quello adottato nel 2016, ed è stato testato sulla base dei risultati delle due stagioni passate: una simulazione che a detta del comunicato Fia è risultata molto soddisfacente. Dunque alla 6 Ore di Silverstone del prossimo 16 aprile, le LMGTE Pro correranno con il nuovo BoP stabilito sulla base delle ultime gare 2016.