Monza. Doppietta Oreca alla 4 Ore Elms, nella gara del ritorno delle gare endurance sulla pista monzese. La vittoria è andata al team G-Drive, la cui superiorità è emersa chiaramente già allo scoccare della metà gara, quando con al volante Leo Roussel, pilota sulla carta meno competitivo rispetto a Rojas e Hirakawa, ha preso decisamente il comando delle operazioni. Rojas-Hirakawa-Roussel hanno quindi confermato di essere complessivamente l’equipaggio più omogeneo e G-Drive ha avuto l’abilità di saperli gestire al meglio: il messicano è stato autore di una prima parte di gara prudente, il francese ha fatto la differenza durante i suoi stint ed il giapponese ha ottimamente gestito l’ultima parte di gara, mantenendo un ritmo alto senza incorrere in nessun errore e riuscendo a gestire i consumi nei giri finali, quando la benzina rimasta nel serbatio era ormai agli sgoccioli. Una strategia perfetta che ha portato ad una vittoria mai in discussione, nonostante il drive trough scontato al 121° giro per non aver rispettato la procedura durante una delle tre fasi di Full Course Yellow.

Alle spalle dei vincitori si sono classificati Lapierre-Hedman-Hanley, con quest’ultimo autore di  un finale di gara in rimonta, culminata con il sorpasso a poco più di due minuti dal termine sulla Dallara di Fjordbach, nuovamente a podio assieme all’altro danese Andersen. Nota di merito per la Dallara Villorba Corse, quinta al traguardo al termine di una gara dove Lacorte, Sernagiotto e Belicchi avrebbero anche meritato di più. La vettura italiana ha sempre mostrato una grande  competitività, raggiunta soprattutto grazie al lavoro di Roberto Trevisan, tecnico ingaggiato da Villorba solo la settimana precedente alla gara, che ha immediatamente fatto valere la sua notevole esperienza.

Nella categoria LmP3 si è assistito alla prima vittoria della Norma, raggiunta grazie al duo Capo-Creed schierati dal team francese M Racing-YMR. Un grande risultato, visto che appena alla seconda uscita sono riusciti a mettere in fila ben 15 Ligier. Peggio è invece andata alla vettura gemella dell’Oregon Team, uscita di scena quando Andres Mendez è andato a sbattere alla staccata della prima variante, dopo aver perso il controllo mettendo le ruote sullo sporco. Il quinto posto finale ha in parte ripagato gli sforzi del team Eurointernational, giunto a Monza dopo aver finalmente risolto i problemi che sia Silverstone, oltre che in tutta la scorsa stagione, ne avevano causato ritiri a ripetizione per guasti ai semiassi. Ciò ha dato fiducia ai piloti, in particolare a Mondini, autore di una gran gara: al volante per oltre due ore, è uscito dalla vettura stremato ed in preda ai crampi, lasciando il volante a Uboldi nelle posizioni di vertice. Il toscano ha poi dato tutto , andando a cogliere un risultato incoraggiante per il proseguo della stagione.

In GTE ha vinto la Ferrari sbagliata. Ci si aspettava una grande prestazione dalle due 488 schierate, invece è emersa la infinita 458 Italia, la più gloriosa e datata tra le vetture del Cavallino schierate. Merito del team inglese JMW, che con Smith-Fannin-Cocker ha fatto il colpaccio, mentre alle altre Rosse non è andata allo stesso modo, visto che le due 488 del Spirit of Race hanno patito la rottura del motore sulla n°55 partita in pole, mentre la 51 di Bertolini-Roda-Roda ha chiuso appena giù dal podio, vittima anche di un episodio che ha dell’incredibile: Giorgio Roda, al volante nel finale, si è visto comminare un drive trough che invece toccava al fratello Andrea, in gara sulla Ligier LmP2, con tanto di scuse da parte dei commissari nel dopo gara, ingannati dalla presenza in corsa di ben quattro Roda! La netta superiorità mostrata a Silverstone dalle Aston Martin ha indotto ad una correzione del  B.o.P che ha riguardato unicamente la vettura inglese: 20 Kg in più ed una diminuzione del diametro alle bride di aspirazione si sono fatti sentire sulle Vantage V8, mentre Porsche e Ferrari hanno mantenuto le specifiche della prima gara. Ciò ha notevolmente rallentato le due Aston, capaci comunque, grazie ad una condotta di gara giudiziosa, di andare ad occupare i due gradini più bassi del podio, con Yoluc-Hanckey-Thim secondi davanti a Howard-Gunn-Turner.