La storia è ben nota agli appassionati ma vale la pena ricordarla. Nel 1966 Ford dominò la 24 Ore di Le Mans, con tanto di sfilata di tre GT40 al traguardo. La prima era stata affidata a due neozelandesi, Bruce McLaren e Chris Amon. Quest’ultimo, scomparso lo scorso anno, era stato anche un valente quanto sfortunato pilota Ferrari in Formula 1. E proprio tra il Golia Ford e il Davide Ferrari si combatté in quegli anni una guerra che infiammò il mondo del motorsport. 

Ford vinse sulla Sarthe per quattro anni consecutivi, interrompendo definitivamente il dominio di Maranello. Mezzo secolo dopo, ossia nel 2016, la Casa dell’Ovale Blu è tornata a Le Mans trionfando nella categoria GTEPro con la GT, ideale erede della splendida vettura anni ’60. 

Il 17 giugno la storia si ripete e il team Ford Chip Ganassi si presenta al via con ben quattro vetture per confermarsi al top nella gara di endurance più famose del mondo. “Tutti i nostri equipaggi stanno fremendo all’idea di tornare a Le Mans per difendere il titolo del 2016”, ha dichiarato Chip Ganassi. “Scendere in pista sapendo di avere ben quattro validissime possibilità di vincere una gara importante come la 24 Ora di Le Mans mi rende sereno. Il 2016 è stato un anno fantastico grazie alla Ford GT; siamo all’opera per rendere il 2017 ancora più incredibile”.

Tra le novità più importanti l’ingaggio di Tony Kanaan per sostituire Sébastien Bourdais, in fase di recupero dopo il brutale incidente avvenuto durante le qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis. Si tratta di un brutto colpo per la squadra, soprattutto perché Bourdais ha fatto parte dell’equipaggio vincente del 2016. Ciò nonostante Joey Hand e Dirk Müller avranno l’esperto brasiliano, altro protagonista delle IndyCar Series. “Certamente non sarà la stessa cosa andare a Le Mans senza Seb”, ha commentato Hand. “Ma siamo una squadra forte e siamo pronti anche a questo. Ho lavorato ogni giorno per assicurarmi di poter reggere fisicamente la distanza e di essere sul pezzo. Le Mans è difficile anche dal punto di vista psicologico, ma grazie al forte sostegno della mia famiglia, mi sento molto sereno. Se ci si sente bene in generale anche la corsa non potrà che andare bene. Abbiamo ottenuto buoni tempi sul simulatore di Ford Performance e ho avuto modo di fare alcune riflessioni sulle diverse regole di Le Mans. Gli errori non sono contemplati quando si punta alla vittoria, perciò voglio essere sicuro che tutto proceda al meglio”.

La vettura numero 69 sarà nuovamente affidata a Ryan Briscoe, Richard Westbrook e Scott Dixon, il poleman della ultima Indy 500. Lo scorso anno sono saliti sul terzo gradino del podio e fremono per migliorarsi. “Non vedo l'ora di tornare a Le Mans”, ha commentato Briscoe. “L’anno scorso, far parte dello storico ritorno di Ford, è stata un’esperienza davvero straordinaria. Spero di tornare per vincere nuovamente quest’anno. Salire sul podio, è stato semplicemente memorabile. Essere circondati da fiumi di persone è qualcosa di incredibile. Vivere la 24 Ore di Le Mans è davvero straordinario: partecipanti provenienti da tutto il mondo, di diverse nazionalità e culture, tutte riunite lì con un unico obiettivo”.

Alle loro spalle si era piazzata la GT numero 66 di Stefan Mücke, Olivier Pla e Billy Johnson: “La penalità ci è costata quello che avrebbe potuto essere un ottimo risultato a Le Mans”, ha commentato Mücke. “Per il team del Ford Chip Ganassi Racing è stato comunque un ottimo risultato ed è stato davvero emozionante essere i primi a scendere in pista a Le Mans al volante della Ford GT. Non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo…ma Le Mans è così. Per vincere è necessario correre una gara impeccabile. Il nostro obiettivo è sempre quello di vincere e quest’anno, con l’aggiunta del nuovo Campionato del Mondo, i doppi punti a Le Mans sono molto importanti. È una 24 Ore, è una battaglia complessa e bisogna arrivare fino alla fine senza problemi. Non si può predire il risultato di Le Mans. Proprio l’anno scorso, basti pensare a Toyota, abbiamo avuto le prove di quanto tutto sia in discussione fino all’ultimo giro”.
 
La 24 Ore di Le Mans del 2016 è stata una corsa difficile anche per Andy Priaulx, Harry Tincknell e Pipo Derani, equipaggio della vettura numero 67, a causa di un guasto al cambio verificatosi poco prima dell’inizio, spazzando via ogni speranza di vittoria. Quest’anno vogliono giocarsela fino in fondo. “L’anno scorso ci siamo qualificati quarti per l’inizio della corsa ed eravamo entusiasti perché stavamo tenendo un’efficiente strategia di gara e il nostro passo ci sembrava decisamente buono”, ha commentato Tincknell. “Purtroppo abbiamo riportato un guasto al cambio ad un passo dall’inizio che ci ha fatto perdere 40 minuti. Questo imprevisto ci ha messo fuori dalla competizione, quindi la nostra gara è diventata più che altro una sorta di raccolta dati, un test sulle prestazioni. Siamo stati davvero veloci e abbiamo imparato molto…spero pertanto che tutta questa esperienza ci possa aiutare quest’anno.  La 24 Ore di Mans è la corsa più importante a livello globale e vale il doppio dei punti per il Campionato del Mondo, quindi direi che è super importante. Il nostro obiettivo è quello di vincere ovviamente, ma vogliamo anche sbaragliare al WEC”.