L’hanno chiamato “traditore”. E “mercenario”. Non pochi tifosi Ferrari non hanno perdonato a Gianmaria Bruni il cambio di casacca che l’ha portato da Ferrari a Porsche. Ma ora tocca a Bruni parlare. E il pilota ha rilasciato ad Autosprint un’intervista esclusiva (sul numero in edicola dal 18 luglio), dove parla della sua decisione e delle ambizioni per il futuro.

A 36 anni è uno dei piloti più forti del panorama GT internazionale e la ricerca di nuove sfide non è stata un’improvvisazione.Non è stata una scelta fatta all’ultimo momento – ci ha detto Bruni - è maturata nel tempo. Volevo nuove sfide, sentivo la necessità di avere nuovi stimoli: riprovarci con un altro Costruttore era l’unico modo per cominciare un lavoro ripartendo da zero”. 

Il divorzio con Ferrari non è stato indolore: “Non ho capito perché siano state scritte certe cose senza che venissi interpellato direttamente, senza dar alcuna importanza a quella che poteva essere la mia opinione e le mie reali intenzioni. Quello che ho fatto in dieci anni in Ferrari resta scritto e lo rimarrà per sempre. In Af Corse ho trovato una famiglia, il rapporto con Amato Ferrari, i meccanici e gli ingegneri è sempre stato fantastico e me lo porterò per sempre dentro. Insieme abbiamo vinto tutto ma sentivo il bisogno di una nuova sfida”.

L’esordio al volante della Porsche 911 RSR è avvenuto lo scorso 3 luglio alla 6 Ore di Watkins Glen, dove il romano ha tagliato il traguardo al 6° posto in coppia con Vanthoor. Un debutto condizionato da una foratura, così come la seconda gara: “La serie Imsa è molto combattuta ma noi non siamo affatto andati male nelle prime due gare: se si guardano i tempi sul giro, potevamo andare a podio in entrambe”.

Ora Bruni correrà la seconda parte della stagione Imsa ma il pubblico freme per rivederlo nel WEC e alla 24 Ore di Le Mans:Mi piacerebbe tantissimo, ha una tipologia di gare che preferisco. La scelta non dipende da me ma se me lo proponessero accetterei senza riserve”.  Senza escludere un futuro nella classe regina LMP1.. Perché Bruni si sente ancora un ragazzino, sempre pronto a mettersi in gioco.