FRANCORCHAMPS (BELGIO) - Un digiuno che è durato solo due anni per la Audi, che non vinceva la 24 Ore di Spa-Francorchamps dal 2014. A riportare al successo in Belgio una vettura della Casa di Ingolstadt è stato a sorpresa il team privato Saintéloc.

Una vittoria frutto anche di una strategia finale perfetta, che ha permesso a Jules Gounon, Christopher Haase e Markus Winkelhock di precedere al traguardo con 11" di vantaggio la Bentley di Vincent Abril, Andy Soucek e Maxime Soulet, i quali giungeranno all'ultimo appuntamento di Barcellona nelle vesti di leader della Blancpain Gt Series Endurance

Otto i punti a loro vantaggio sull'equipaggio della Lamborghini formato da Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli e Christian Engelhart, grandi protagonisti di questa edizione numero 69 della classica gara delle Ardenne, ma costretti ad un amaro ritiro.

Meno amaro sicuramente per loro, il terzo posto ottenuto da Edoardo Mortara e Raffaele Marciello, che hanno contribuito a tenere alti i colori italiani alternandosi al volante della prima delle Mercedes (quella della Akka Asp) con l'inglese Michael Meadows. A completare una significativa varietà di marchi è stato il quarto posto della Porsche, che rientrava con il Küs Team75 Bernhard e un equipaggio di primo piano formato dall'esperto Laurens Vanthoor, Michael Christensen e Kevin Estre.

Una 24 Ore che comunque è iniziata sotto le insegne del tricolore, con la Ferrari di James Calado in pole e la Lamborghini di Bortolotti (in qualifica più lento di soli 57 millesimi) a completare la prima fila. Al via è stato proprio il trentino a regalare la prima emozione, intraversandosi leggermente all'Eau Rouge, mantenendo la seconda posizione, mentre la Mercedes di Maxi Buhk (sesto) aveva rischiato grosso mettendo due ruote sull'erba nel rettilineo precedente.

Un inizio incandescente, cui ha fatto seguito un periodo di relativa tranquillità, con la Ferrari 488 Gt3 dello Spirit of Race guidata da Giancarlo Fisichella che ha conservato la leadership. Quindi le due Audi di Renè Rast e Chris Mies, quest'ultimo passato poi dallo stesso Buhk. Sono invece iniziate male le cose per l'altra Ferrari della Af Corse; ad un innocuo contatto tra Alessandro Pierguidi e la R8 Lms di Jake Dennis, in lotta in quel momento per la 15ª posizione, ha fatto seguito infatti il grosso botto al Raidillon di Pasin Lathouras, che aveva rilevato alla guida l'italiano e dal quale il giovane tailandese è uscito fortunatamente incolume. La Ferrari nei colori della Kaspersky Motorsport ha intanto completato la prima ora al comando.

Nella notte a ritirarsi per un altro incidente è stata invece la Mercedes di Jimmy Eriksson (Htp Motorsport). Per il resto, a parte un breve periodo di pioggia, tutto è proseguito senza grossi colpi di scena, con la Ferrari e la Lamborghini sempre vicinissime tra loro. Quando alle prime luci del mattino c'era chi assaporava già un trionfo italiano, il contatto alla Source con la Mercedes guidata da Marciello, ha provocato un cedimento del braccetto sulla Ferrari che in quel momento vedeva Cioci al volante, con il romano volato contro le barriere del Raidillon. Poco dopo, a sette ore e 45' dal termine, l'uscita di Engelhart per un problema all'abs. Fine dei sogni e via libera per l'armata teutonica, con la Audi di Gounon-Haase-Winkelhock impegnata nelle fasi finali in un duello proprio con la Mercedes di Marciello e company, finendo poi per essere premiata da una migliore tattica nelle soste ai box.