Città del Messico. La Porsche conquista un'altra doppietta dopo la 6 ore del Nurburgring, consolida la sua leadership in entrambe le classifiche del campionato Wec e travolge la Toyota, che termina addirittura doppiata al terzo e quarto posto.

Bernhard-Bamber-Hartley ottengono una facile vittoria, sempre al comando dalla prima ora. A differenza del Nurburgring, il box Porsche non deve nemmeno intervenire per stabilire il risultato finale. Perche dopo la vittoria alla 24 ore di Le Mans, la Porsche ha deciso che il titolo iridato debba andare a Bernhard-Bamber- Hartley perché in vantaggio di punti rispetto a Lotterer-Jani-Tandy. In Messico mai in grado di insidiare il ritmo dei compagni di squadra.

Piccoli problemi hanno rallentato la gara di entrambe le due 919 H. Bamber ha sostituito il sensore Fia collegato al bocchettone di rifornimento, Tandy è stato penalizzato per velocità eccessiva in pit lane. Le due Porsche hanno sempre corso distanziate da un distacco di circa 3”, che poi si è ampliato nelle battute finali, quando ha iniziato a piovere.

“Umiliata” la Toyota: Buemi-Davidson-Nakajima concludono al terzo posto, doppiati, davanti l’altra TS050 di Lopez-Conway-Kobayashi. Da quando la Porsche ha adottato il kit aerodinamico ad alta deportanza, la Toyota è stata travolta. Se a questo aggiungiamo che l’altitudine di Città del Messico finisce per avvantaggiare il motore Porsche perché dotato di una singola turbina più grande rispetto alle due della Toyota, che garantisce una portata d’aria maggiore, ecco spiegato come mai le due vetture giapponesi non siano mai state in grado di tenere il ritmo della avversarie. 

Bernhard- Bamber-Hartely consolidano così la loro leadership di campionato, così come la Porsche in quello Costruttori.

Nella classe Lmp2 trionfa l’Oreca di Senna-Prost-Canal, dopo un aspro duello contro l’Alpine di Lapierre-Menezes-Negrao.

Nella classe GTE-Pro (nell'immagine sopra il podio di categoria), danno spettacolo Ferrari e Aston. Alla fine il successo è andato all’Aston Martin di Thiim- Sorensen che ha sfruttato una penalità di 10” inferta alla Ferrari di Bird-Rigon e aggiunta al tempo finale di gara, causa una infrazione commessa dal pilota italiano nelle ultime fasi. Rigon in regime di gara neutralizzata, non ha rispettato il limite di velocità imposto in pista. Peccato perché la Ferrari era transitata per prima sotto la bandiera a scacchi ed è rimasta al comando per più giri rispetto all’Aston. Che si ritrova una vittoria quasi insperata ma meritata, considerando che nelle ultime battute, caratterizzate da due neutralizzazioni, aveva fatto male i conti con la benzina e si era dovuta fermare una volta di più per rifornire. Problemi per l’altra Ferrari di Calado-Pierguidi solo sesti al traguardo. Calado è stato coinvolto in una collisione provocata dalla Ford di Pla- punito severamente il francese dai Commissari- che ha determinato la rottura del cerchio. Poi ha accusato problemi di alimentazione che avrebbe potuto risolvere da solo se avesse conosciuto la procedura di reset. Sebbene istruito via radio dai box, Calado invece non ha risolto il problema ed è stato costretto a rientrare ai box per completare la procedura. La Ferrari consolida la posizione di leader nella classifica Costruttori con 9 punti di vantaggio sulla Ford e 22 sull’Aston. Mentre tra i piloti restano al comando Priaulx-Tincknell, oggi quarti dietro la Porsche di Makowiecki-Lietz.

Nella classe Gte-Am infine la spunta la Porsche di Cairoli-Ried-Dienst, equipaggio che consolida così la propria leadership in classifica generale.