FUJI. La Toyota torna al successo con una fantastica doppietta sulla pista di casa, ma la Porsche si avvicina sempre più al titolo iridato Costruttori, che molto probabilmente farà suo a Shanghai. Trionfano Nakajima- Buemi- Davidson ( il pilota inglese non ha mai guidato in corsa ma è stato considerato ugualmente vincitore e ottenuto i relativi punti di campionato) davanti a Conway- Kobayashi-Lopez.

Nella classifica Costruttori, la Porsche comanda con 270 punti davanti alla Toyota con 211,5, mentre la classifica piloti presenta una situazione più incerta: con Hartley-Bamber-Bernhard a 172 punti davanti a Buemi- Nakajima con 133 punti. Una corsa costantemente flagellata dalla pioggia e dalla nebbia, terminata dopo 4 ore e 31 minuti di gara, quando ormai la visibilità in pista era ormai inesistente. In precedenza la gara era stata interrotta per 31 minuti alla seconda ora di gara causa la pioggia battente. In totale sono state 6 le neutralizzazioni : con la safety car o virtuali, per una corsa che si è sviluppata in condizioni davvero infernali.

La Porsche riparte dal Fuji con il terzo e quarto posto ottenuto da Jani-Lotterer-Tandy davanti a Bernhard- Hartely-Bamber, ma giustamente recrimina perchè le condizioni atmosferiche hanno creato i presupposti per una sconfitta, che interrompe la striscia di vittorie consecutive iniziata alla 24 ore di Le Mans. Al via infatti Bamber aveva preso subito la testa guidando con spavalda autorevolezza sotto la pioggia battente. Alle sue spalle invece Lotterer entrava in collisione con la Toyota di Buemi. Nel contatto la 919 si danneggiava nelle appendici aerodinamiche e dal quel momento Lotterer retrocedeva al quarto posto, incapace di tenere il ritmo delle due Toyota.

Considerando quanto era accaduto nel 2013, quando la 6 ore del Fuji era stata interrotta con la bandiera rossa dopo solo 30 giri, anche questa volta le condizioni metereo lasciavano prevedere che la bandiera rossa avrebbe sancito la fine ben prima del primo rifornimento. Per questo motivo tutti avevano cercato di ritardare la sosta iniziale, nella consapevolezza che la classifica finale sarebbe stata decisa da chi riusciva a percorrere più giri senza fermarsi. Questa è stata la strategia adottata dalla Porsche di Bamber- Hartley- Bernhard che pur al comando dal primo giro, ha tirato diritto anche quando l’altra Porsche di Lotterer e le due Toyota di Buemi e Kobayashi si erano fermati per il primo rifornimento al 37 giro. Puntuale, al 38 giro è arrivata l’interruzione della gara con la bandiera rossa causa la pioggia battente. In quel momento la Porsche di Bamber- Hartley- Bernhard disponeva di 11”7 di vantaggio e di fatto aveva vinto la corsa, visto he le condizioni meteo non sembravano volgere al meglio e difficilmente la gara sarebbe ripartita.

Invece, dopo una sosta durata 32 minuti, la direzione gara ha deciso di dare una nuova partenza, grazie ad un breve e temporaneo miglioramento. Bamber, con il serbatoio di benzina ormai vuto, è stato così costretto a rientrare ai box e rifornire proprio quando la corsa ripartiva. Con il risultato non solo di avere rifornito in regime di bandiera verde, ma soprattutto di retrocedere all’ultimo posto, con tutti i sorpassi da fare in condizioni di aderenza precaria e visibilità quasi azzerata. Missione impossibile che ha creato subito le condizioni per accumulare un giro di distacco.

Al comando si sono così istallate le due Toyota di Nakajima e Lopez mentre alle loro spalle rinveniva l’altra Porsche di Tandy, che al 77 giro saliva al comando approfittando di una sosta di Lopez per cambiare il volante in quanto non funzionava più il tergicristallo. Da quel momento è iniziata una lunga teoria di neutralizzazioni causa le condizioni meteo tornate “impossibili” e per un violento incidente che ha coinvolto l’Oreca di Beche, ai ferri corti con l’altra Oreca di Vergne. Una situazione caotica, che ha portato la Porsche di Jani ad effettuare una sosta in più rispetto alle due Toyota, e che di fatto ha determinato la doppietta delle due Toyota quando la gara è stata definitivamente interrotta a 1 e 29 minuti dal termine, quando la Porsche di Jani si trovava a solo 2”1 dalla Toyota di Nakajima.

Trionfo Ferrari nella classe GTE-Pro, che così consolida la sua posizione di leader nella classifica Costruttori con 238 punti davanti alla Porsche con 191 e la Ford con 175,5. Ma soprattutto Calado e Pierguidi, che al Fuji ottengono la loro terza vittoria stagionale, si installano al comando della classifica riservata ai piloti . Che ora comandano con 120 punti davanti a Makowiecki-Lietz con 116 punti, Rigon con 105,5 punti e Bird con 105. Mentre i precedenti leader del campionato, Priaulx e Ticknell incappano in una giornata disastrosa e ora retrocedono al settimo posto in classifica. Per la Ferrari una vittoria importante perchè insperata. Considerando che in qualifica la 488 non aveva brillato, e il lunghissimo rettilineo del Fuji poco si adattava alle caratteristiche della Ferrari. Invece è scaturito un piccolo miracolo, con Pierguidi davvero incisivo sotto il bagnato e con una strategia di gara perfetta, che ha saputo sfruttare sempre a proprio favore, le varie neutralizzazioni e interventi con la safety car.

Giornata trionfale per la Ferrari e i piloti italiani anche nella classe GTE-Am, dove la vittoria la ottengono Castellacci- Molina- Flohr, con il pilota romano che conquista così il suo primo successo iridato in una gara del campionato Wec.