Difficile ricordare una 24 Ore di Daytona così ricca. A parte la presenza di Alonso e di altre stelle della  Formula 1, sulla griglia di partenza c’è un nutrito quanto agguerrito parterre di GTLM, ossia GT Le Mans: Chevrolet Corvette, Ferrari 488, Ford GT, Porsche 911 RSR. E le nuove Bmw M8, svelate con la livrea definitiva propria al Daytona International Speedeway. Per le vetture bavaresi, che correranno anche nel Mondiale Endurance in categoria GTE, si tratta del debutto in società.

A tenerle a battesimo Jens Marquardt, direttore del motorsport Bmw. “E’ un momento molto speciale per tutti noi – ha dichiarato dopo la presentazione -. Le radici del progetto GTE riguardano molti aspetti. All’inizio del programma, nel 2015, il nostro obiettivo era espandere ulteriormente le nostre attività nel motorsport a livello internazionale. E la possibilità di tornare a Le Mans ci affascinava non poco”.

La particolarità del progetto M8 riguarda le tempistiche evolutive. E’ uno dei rari casi, nonché la prima volta nella storia Bmw, in cui prima è nata la vettura da corsa, rispetto alla macchina di serie, che deve ancora debuttare in versione definitiva. “Il fattore più importante è stato che il modello di produzione, la Bmw Serie 8 Coupé, è stata sviluppata contemporaneamente. Abbiamo lavorato a stretto contatto con i colleghi dello sviluppo per essere il più possibile sincronizzati. E’ stata una vera sfida: quando ci è servito il primo chassis della vettura di serie, non era ancora pronto. Ma avevamo a disposizione un telaio di un prototipo. Abbiamo lavorato passo dopo passoe la collaborazione è stata molto efficiente”.

Si tratta di un processo progettuale filosoficamente diverso rispetto a quello della M6 GT3: “Il motore della M6 è molto vicino a quello della macchina di serie ma riguardo allo chassis abbiamo applicato modifiche sostanziali. Nel caso della M8, invece, lo chassis è molto vicino a quello dell’auto di serie, mentre abbiamo modificato significativamente il motore. La M6 GT3 si basava su una macchina già esistente ma questa volta è stato diverso”.

Il lavoro comunque non è finito: “Dopo l’omologazione ci sono aree in cui possiamo fare cambiamenti. In particolare riguardo il software, integrando i valori che abbiamo acquisito”. E il 5 maggio l’appuntamento sarà a Spa-Francorchamps per la prima 6 ore del Mondiale Endurance.