La notte di Le Mans, quella più breve, due ore e mezza della Qualifica 3, certifica i valori emersi mercoledì. Arrivano miglioramenti cronometrici al vertice in LMP1, LMP2, non in GTE Pro, dove la super prestazione di Gimmi Bruni nella manciata di giri coperti con la 911 RSR mercoledì è rimasto il riferimento inarrivabile. E inarrivabile è il record in LMP1 fissato lo scorso anno da Kobayashi. L’avvicinamento alla gara parte con la pole di Kazuki Nakajima, porta la TS050 numero 8 al limite del 3’15”377: «Ho spinto a fondo per battere il tempo record di Kamui ma le condizioni della pista erano diverse l’anno scorso. Avrei potuto guadagnare un paio di decimi, resta tuttavia un buon tempo. Non ho trovato traffico e la pista era migliore rispetto a mercoledì, stavolta sentivo il grip. Non è il crono così veloce quanto ci aspettavamo, nonostante ciò sono contento».

Toyota che ha simulato stint di gara da 11 tornate con entrambe le macchine e, l’equipaggio Conway-Kobayashi-Lopez non è riuscito ad abbassare il tempo ottenuto mercoledì: «Ben fatto Kazuki e i ragazzi della numero 8 in pole. Sono felice per tutti ma il vero lavoro deve ancora iniziare. Ci siamo concentrati sul preparare una macchina competitiva in gara e sono soddisfatto del lavoro svolto finora. Sappiamo dall’esperienza che Le Mans è una corsa dura ma sono pronto», ha raccontato Mike Conway.

La consapevolezza di quanto resti un valore potenziale, il miglior tempo nelle sessioni di qualifica, è sottolineato dallo stesso Nakajima. Un giro veloce per “sgranchire le gambe” della TS050 Hybrid senza tralasciare il lavoro in ottica 24 Ore: «La qualifica a Le Mans conta per l’1% sul risultato finale. È positivo per il team, sappiamo tutti, però, come non abbia alcun impatto sulla gara. La cosa più importante è aver centrato un buon bilanciamento in condizioni di gara, per il momento tutto funziona alla perfezione. Abbiamo provato diversi tipi di gomme e provato a considerare ogni possibile scenario per la gara: siamo pronti».

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Scenari, imprevisti, ai quali hanno lavorato i tecnici Toyota per farsi trovare pronti nel caso di un guasto in corsa. E Pascal Vasselon, direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, ha spiegato: «Dallo scorso anno abbiamo dato soluzione ad alcuni rischi che non avevamo coperto in passato, ma la lista non è conclusa. Oggi, dovesse accadere quanto successo nel 2016, saremmo in grado di escludere una bancata del motore termico e con l’altra riusciremmo a fare un giro in 4 minuti. Questo tipo di problema è un buon esempio delle difficoltà che possiamo alleviare in qualche modo», riporta sportscar365.

Al dominio, logico, Toyota in Classe LMP1 corrisponde una competitività Porsche in GTE Pro certificata dalla pole di Gimmi Bruni, in una Qualifica 3 che vede la Ferrari numero 51 di AF Corse (Pier Guidi-Calado-Serra) migliorare e scavalcare la Ford GT numero 68, progressi anche per le altre due 488 GTE Pro, decima di Classe la numero 71 e in miglioramento di oltre 1”2 la numero 52.

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Porsche che fa doppietta il GTE Pro e tripletta in GTE Am: «La pista era un po’ più lenta nel corso della qualifica finale, comunque due delle nostre macchine sono riuscite a migliorare i propri tempi. Ci confrontiamo con avversari molto forti, abbiamo quattro macchine veloci con piloti e team d’esperienza. L’obiettivo è di produrre una prestazione solida e vincere la gara», ha commentato Pascal Zurlinden, direttore del reparto Porsche GT Motorsport. Quanto a Bruni, spiega: «La pole a Le Mans non significa in realtà molto, in vista della gara. Mi rende comunque molto contento, è fantastico che il tempo scriva un nuovo record per le GTE a Le Mans nel settantesimo anniversario del marchio Porsche. Possiamo essere tutti molto fieri, dai meccanici in pista agli ingegneri a Weissach, sono felice di far parte di questo team fantastico»

I tempi combinati delle Qualifiche a Le Mans