Uno-due Toyota a Silverstone. Sei ore in pista hanno decretato il successo dell’equipaggio Alonso-Buemi-Nakajima, terza vittoria stagionale, seguiti dalla TS 050 Hybrid gemella di Conway-Kobayashi-Lopez. Dopo le verifiche tecniche condotte dai commissari, tuttavia, il risultato del terzo appuntamento della Super Season del WEC viene stravolto. Squalifica di entrambe le Toyota, vittoria che passa alla Rebellion numero 3 di Beche-Laurent-Menezes davanti all’altra di Jani-Lotterer e promozione sul podio per SMP Racing, con l’equipaggio formato da Orudzhev-Sarrazin.

La squalifica delle due LMP1 ibride nasce per un’irregolarità nell’area del fondo, che non ha superato le verifiche relativamente ai valori di deformabilità massima consentita. Toyota ha giustificato l’episodio come conseguenza dei danni riportati dal passaggio sui cordoli di Silverstone, fattore che ha provocato, sulla numero 7 di Kobayashi, un calo di prestazione in gara. Il componente non ha subito modifiche dalla specifica utilizzata lo scorso anno e nella 6 Ore di Spa-Francorchamps aveva già superato uguali verifiche tecniche.

Tra i provvedimenti regolamentari assunti al termine della 6 Ore di Silverstone, la squalifica delle due Toyota non è l’unica a incidere sul risultato finale. In Classe GTE Pro, infatti, la Porsche 911 di Bruni-Lietz è stata squalificata per non aver rispettato l’altezza minima da terra (50 millimetri) prescritta dal regolamento: 2 millimetri al di sotto del limite costano all’equipaggio numero 91 il secondo posto, ottenuto in rimonta, dietro la Ferrari di AF Corse vincitrice di Calado-Pier Guidi. Sul podio di Classe salgono così Tincknell e Priaulx su Ford GT.