L'episodio decisivo che ha stabilito chi avrebbe vinto l'87ª 24 Ore di Le Mans è avvenuto proprio a 1 ora alla fine, quando sul cruscotto davanti agli occhi di Jose Maria Lopez è apparsa la scritta "puncture" che solitamente avvisa della perdita di pressione da una ruota. Allarme del team, che gli raccomanda di rientrare lentamente ai box, per il cambio ruote. Solo che anche dopo la scritta non ne vuole sapere di sparire, e così gli ingegneri spiegano al pilota di ignorarla: quasi sicuramente è dovuta a un sensore difettoso o a un problema del sistema elettronico.

Una beffa che permette a Kazuki Nakajima di superare il compagno di squadra e di portare alla vittoria finale la Toyota TS050 numero 8 condivisa con Fernando Alonso e Sebastien Buemi, mentre la numero 8 guidata anche da Mike Conway (velocissimo all'inizio) e Kamui Kobayashi, oltre a Lopez, si deve accontentare del secondo posto. In ogni caso stavolta la vittoria Toyota non è mai stata messa in discussione, nonostante altri problemini secondari come quello a una portiera per Alonso durante la notte, oppure il lungo di Lopez a Mulsanne nel corso dell'ottava ora che gli aveva fatto cedere il comando.

Alle loro spalle, il 3° posto (primo tra le "non-ibride") viene deciso da incidenti e inconvenienti: inizialmente lottano la Rebellion n.3 e la SMP n.11 di Menezes-Berthon-Laurent e di Vandoorne-Petrov-Aleshin, fino a quando Thomas sbatte alla staccata della chicane Michelin alla settima ora. In lotta entra anche la SMP n.17 con Sirotkin-Sarrazin-Orudzhev, finché Egor va a sbattere all'indietro all'11ª ora. La Rebellion 3 recupera, ma poi pasticcia con le gomme al pit-stop e viene penalizzata, dopodiche Gustavo va pure in testacoda al rientro in pista. Insomma, alla fine l'equipaggio composto da Stoffel Vandoorne, Vitaly Petrov e Mikhail Aleshin è quello che combina meglio velocità e consistenza, agguantando il terzo gradino del podio

SIGNATECH SI AGGIUDICA GARA E MONDIALE

In LMP2 la lotta è stata intensa, inizialmente tra la TDS n.28 di Vaxiviere-Perrodo-Duval e la Signatech n.36 di Lapierre-Negrao-Thiriet. Poi si mette in luce anche la G-Drive n.26 di VanUitert-Vergne-Rusinov, che riesce a prendere il comando di classe. Il duello tra le due Signatech e G-Drive prosegue intenso, alternando le posizioni a seconda dei piloti e degli episodi di gara, fino a quando a metà gara una safety car si intromette, permettendo a Job Van Uitert in quel momento alla guida (il rookie olandese è stato comunque tra i migliori in pista) di guadagnare parecchio.

Poi alla 20esima ora la G-Drive 26 non riesce a ripartire dopo un pit-stop: problemi al cablaggio dello starter, che fanno perdere una ventina di minuti. Così la gara torna saldamente in pugno a Nicolas Lapierre, André Negrao e Pierre Thiriet, e alla Signatech 36, che vincendo si aggiudica anche la categoria nel WEC.

Secondi sono Aubry-Richelmi-Tung sulla Oreca 38 del Jackie Chan Racing, seguiti al traguardo dalla TDS 28. La Dallara n.47 del team Cetilar Villorba Corse, con Lacorte-Sernagiotto-Belicchi, si è alla fine classificata al 13° posto di classe (18° assoluto) dopo aver "rischiato" di concludere fra i primi 10: purtroppo un problema al cambio ha fatto perdere tempo ai box prima di essere risolto.