Avesse dovuto scegliere, alla vigilia, avrebbe puntato tutto sull’obiettivo mondiale WEC, piuttosto che un bis alla 24 Ore di Le Mans. Fernando Alonso, in coppia con Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi, centra entrambi i risultati. Una vittoria che arriva a sorpresa, in una gara nella quale la Toyota numero 7 è stata costantemente più veloce, sin dalle prime ore a imprimere un gran ritmo.

La sorte cambia un risultato apparentemente scritto, Jose-Maria Lopez, Mike Conway e Kamui Kobayashi vedono infrangersi i sogni di vittoria in un sensore che segnala una foratura.

ARRIVEDERCI LE MANS

Per 24 ore non abbiamo avuto il passo. Non meritavamo di vincere, non eravamo veloci quanto la macchina numero 7. La fortuna, però, è stato un gran fattore”, commenta Fernando Alonso nel dopogara. “E’incredibile, è una vittoria davvero inaspettata”.

Chiude il capitolo nell’Endurance in LMP1 come l’aveva iniziato, 6 Ore di Spa 2018: vincendo. Alonso che, la 24 Ore di Le Mans, tornerà a correrla in futuro. C’è una Classe Hypercars che aspetta. Prima, altri progetti, ancora tutti da svelare. Correrà ancora 8 gare nel 2019, massima incognita sull’abitacolo nel quale si cimenterà. Prove in vista della Dakar 2020? Di recente, anche un rumour (smentito) della possibile esperienza su una WRC Toyota.

Celebra un campionato del mondo, il primo dal 2006, alloro di Formula 1 e Fernando racconta: “Il nostro obiettivo principale era diventare campioni del mondo. Lo scorso anno è stata una stagione difficile, perché mi sono dedicato sia alla Formula 1 che al WEC, per lottare per un altro titolo mondiale, oggi è il giorno in cui lo agguantiamo.

Il programma WEC non farà parte dei piani 2020 perché è difficile impegnarsi ora per il prossimo mese e la prossima stagione. Voglio lasciare le cose un po’ più aperte. Senza dubbio tornerò a correre alcune gare del mondiale Endurance e Le Mans, perché amo questa gara”.

DELUSIONI DA FORMULA 1

Perdere una corsa Monumento dopo aver assaporato il gusto della vittoria. Non c’è risultato alternativo che possa consolare Lopez-Conway-Kobayashi. E Fernando fa un parallelo con i dispiaceri avuti in Formula 1, quando, in lotta per il mondiale, il risultato è mancato nel finale, all’ultima gara.

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Certo, scenari diversi, visto il dominio della Toyota numero 7 a Le Mans, rispetto al percorso col quale Fernando era arrivato a giocarsi il titolo in Formula 1. “Cosa puoi dire in questi casi? Ho vissuto questi momenti con la McLaren, lottando per il campionato nel 2007, con la Ferrari nel 2011 e nel 2012, quando arrivi all’ultimo e non riesci a completare l’opera, che sia la gara o qualsiasi altra cosa”.

È toccato a Kazuki Nakajima portare la TS050 Hybrid numero 8 al traguardo e, il giapponese, non può che limitarsi a sottolineare, ancora, l’obiettivo del titolo mondiale, piuttosto che la competitività buona per vincere Le Mans. “E’ stata una gara dura per tutti, abbiamo lottato a fondo con i miei compagni e sappiamo come la gara sia stata decisa da qualcos’altro e non abbia nulla a che fare con le nostre prestazioni.

Abbiamo vissuto questo genere di cose in passato, non so cosa dire… l’obiettivo era vincere il campionato del mondo e ci siamo riusciti. Sono orgoglioso, per me e per tutta la squadra”.

INARRIVABILI GIÀ DOPO 5 GIRI

La mancanza di ritmo della Toyota numero 8 ha dettato l’approccio di gara, con Seb Buemi sin dalla prima ora a non reggere il passo di Mike Conway: “E’ stata una gara difficile, alla quale ci siamo approcciati sapendo di poter perdere il campionato. E ho corso costantemente pensando ‘Vediamo se abbiamo il passo per lottare con la macchina numero 7’ e, dopo 5 giri, ho realizzato che sarebbe stato quasi impossibile.

24H Le Mans: dominio Toyota ma con incertezze

A un certo punto della corsa siamo andati meglio ma loro sono stati i più veloci nell’arco dell’intera gara”.

Ripercorre la stagione WEC, Buemi e come, un secondo posto, avrebbe rappresentato un giusto equilibrio: “Ero davvero contento di fare secondo, perché nell’arco della stagione loro meritavano più vittorie di quante non ne abbiano ottenute. Quando è successo oggi è davvero duro e ricordo il 2016 con Kazuki, fu davvero difficile. È il motorsport ovviamente, prendo questa vittoria ma mi dispiace per loro”.