All'87ª 24 Ore di Le Mans hanno partecipato numerosi piloti italiani, per la precisione erano in 17, e nella maggior parte dei casi non hanno per nulla sfigurato, considerando comunque che anche non incappare in episodi sfortunati è spesso decisivo per quanto non sempre dipenda dall'abilità o dalla volontà dei protagonisti.

Procedendo per categorie, in LMP1 avevamo Paolo Ruberti sulla Bykolles n.4: purtroppo per lui la gara è finita dopo 163 giri (sui 385 totali di gara) con il ritiro della macchina. Invece in LMP2 avevamo come noto l'intero team Cetilar Villorba Corse, alla terza partecipazione nella gara della Sarthe: i tre alfieri Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi hanno tenuto un buon passo in gara. Solo problemi al cambio (il compressore che dà pressione agli attuatori) a 4 ore alla fine, hanno impedito di concludere tra i top ten, raggiungendo comunque un sempre ragguardevole 13° posto di classe e 18° assoluto.

In GTE Pro evidenziamo ovviamente il fantastico risultato di Alessandro Pier Guidi, che insieme a James Calado e Daniel Serra ha portato la Ferrari 488 n.51 a un successo incredibile. Apparentemente la macchina era sfavorita sul piano tecnico (per via del BoP) ma tutti e tre i piloti sono stati velocissimi e non hanno fatto errori, mentre il team ha approfittato strategicamente di tutte le opportunità senza incappare in situazioni sfavorevoli: un "lavoro" semplicemente perfetto per tutta la squadra AF Corse.

Invece la Ferrari n.71 su cui correva Davide Rigon è incappata in momenti contrari, compresi 10 secondi di penalità per un'infrazione in Full Course Yellow, arrivando infine al ritiro per problemi al propulsore dopo 10 ore di gara. Nessun problema o quasi (anche qui 10" di penalità sotto FCY) invece per Gimmi Bruni, che con velocità e consistenza è stato fondamentale nel portare la Porsche n.91 del team ufficiale a tagliare il traguardo da seconda, in questa categoria combattutissima.

In GTE Am il migliore dei nostri è stato Matteo Cressoni, arrivato 8° di classe sulla Ferrari n.61 del Clearwater Racing. Ottimo risultato anche per Manuela Gostner, al traguardo due posti più indietro, nell'equipaggio tutto femminile della Ferrari n.83 del Kessel Racing, le "Iron Dames". Subito dietro in classifica, 11°, troviamo Edward Cheever che sulla Ferrari n.70 di MR Racing ha dovuto anche affrontare una foratura mentre era al volante.

Qualche imprevisto di troppo, prima un testacoda di Francesco Castellacci nella velocissima serie di curve Porsche (tanto da far saltare tutte le gomme) poi una penalità di 19 minuti per un errore di strategie nei tempi di guida, non ha permesso più del 13° posto finale alla Ferrari n.54 di Spirit Of Race su cui correva anche Giancarlo Fisichella. 14° posto invece per la Ferrari n.60 del Kessel Racing con l'equipaggio interamente italiano composto da Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Andrea Piccini: in questo caso un errore, peraltro favorito da una pioggia leggera a Mulsanne, si è registrato da parte di Pianezzola.

Un discorso a parte, infine, per la particolarità di quanto successo alla Porsche n.88 del Dempsey Proton Racing, partita prima di categoria grazie al velocissimo Matteo Cairoli, fra i primi anche alla partenza. Finché si passa il volante a Satoshi Hoshino: purtroppo il pilota giapponese non è allo stesso livello (certo, non è facile…), arriva a causare due FCY con i suoi continui testacoda e infine è protagonista dell'incidente che mette fuori gara la Corvette n.64 di Fassler alla sesta ora. Oltre alla necessità di riparazioni, il pilota non ne vuole più sapere di riprendere: però per regolamento dovrebbe fare almeno 6 ore alla guida, per cui alla fine (non potendo rispettare la norma) si decide per il ritiro della macchina senza che il terzo pilota dell'equipaggio, Giorgio Roda, riesca così ad esprimersi in una gara che aveva preparato con dedizione.