È arrivato nella terza stagione il titolo per il pilota che tutti attendenvano. Lucas di Grassi ha sviluppato la vettura della Formula E sin dal principio, ha guidato la Spark in tutte le esibizioni in giro per il mondo per mostrare le potenzialità dell'idea di Alejandro Agag e invogliare le municipalità a credere nel progetto e pensare di organizzarne un evento, ha vinto la prima gara di sempre (nel 2014 a Pechino).

E dopo un terzo posto nella prima stagione ed il secondo un anno fa, dopo un duello da Far West a Londra con Sébastien Buemi, è finalmente salito sul gradino più alto del podio finale. E questo nonostante dopo Berlino il suo distacco dall'ormai arci-rivale svizzero fosse di ben 32 punti.

Ed invece, grazie all'assenza di Buemi a New York (in quanto pilota Toyota nel Mondiale Endurance, quel weekend era al Nürburgring) ed al pessimo weekend canadese della Renault e.dams, il brasiliano della Abt Scheffler Audi Sport ha addirittura vinto con 24 punti di vantaggio!

“È incredibile! Adesso ho soltanto voglia di festeggiare!”, le sue parole nel post-gara. “Ho faticato tanto, corso addirittura con le gambe rotte, ma alla fine il sogno si è realizzato”.

L'ex pilota della Hrt in Formula Uno ha spiegato come ci è riuscito: “Non ho mai perso la fiducia, soprattutto nel team. Dovessi scegliere un hashtag per quest’anno direi #maimollare. Se analizziamo le stagioni finora disputate, la nostra auto è sempre stata la meno competitiva, eppure ce l’abbiamo fatta. Nel campionato appena concluso c’erano quattro squadre capaci di arrivare alla vittoria, ossia noi, Renault, DS Virgin e la Mahindra, per cui è stata ancora più dura”.

Il brasiliano non ha nascosto la soddisfazione per la sua stagione: “Personalmente sono particolarmente soddisfatto, perché ho portato al traguardo la monoposto in tutte le gare eccetto Parigi. Inoltre ho conquistato tre pole position”. Poi, ragionando sulla serie: “In termini di piloti al via, ci sono stati nomi di primissimo piano. Ogni gruppo di qualifica si è rivelato intenso, e bisognava costantemente spremere al massimo l’auto. Malgrado gli alti e i bassi siamo rimasti super motivati”.

Il 32enne di San Paolo ha poi continuato la sua riflessione sulla stagione appena conclusa: “Il momento peggiore è stato in Francia, quando ho portato a casa zero punti ed ho avuto sia una brutta sessione di qualifica che una pessima corsa. In quel momento il gap da Sébastien Buemi era piuttosto ampio. Poi siamo andati a New York è lì abbiamo raccolto un buon bottino, sebbene la vettura non fosse perfetta. Infine, in Canada abbiamo centrato una partenza al palo e un successo di gara. Un po’ come ad Hong Kong e in Messico siamo stati fortunati, però abbiamo adottato una strategia intelligente”.

“Durante l’ePrix di Montréal ho cercato di stare calmo e concentrato su tutte le cose da fare, visto che abbiamo avuto qualche problema con la strategia e dovevo tenere tutto sotto controllo. Inoltre i diversi duelli che ho affrontato mi hanno in un certo senso complicato la vita. Ad ogni modo sono orgoglioso di me e della squadra. L’anno prossimo torneremo ancora più forti”.

In conclusione, Lucas Di Grassi ha ammesso che la chiave di questo trionfo è stata la decisione di focalizzarsi su un solo obiettivo: “Dopo aver lasciato il WEC, mi sono dedicato completamente e soltanto a questa serie. Una scelta di sicuro beneficio”.