Più che la vittoria di Pic o quella di Vandoorne, la gara della Gp2 di Hungaroring verrà ricordata per la violenta polemica che ha diviso la Ferrari Driving Academy e il suo pilota, Raffaele Marciello. Tutto si è consumato su twitter, come vogliono le regole moderne della comunicazione via social network, e non attraverso normali comunicati stampa. Con una discutibile presa di posizione da parte della Ferrari Driver Academy che ha formato la carriera del pilota italiano, Marciello nella serata di sabato è stato accusato dalla FDA tramite twitter di aver compiuto due errori “inaccettabili” in gara-1 della GP2. Cos’era successo? Marciello nella corsa del sabato è stato penalizzato due volte: una con un drive through per aver ecceduto lo speed limit in pit lane nel cambio gomme, e un altro penalty di 20” a fine gara. In quest’ultimo caso il penalty è stato affibbiato alcune ore dopo che Marciello aveva conquistato la ottava posizione (che gli dava diritto a partire dalla pole nella corsa della domenica). La colpa era quella di aver superato Vandoorne negli ultimi giri quando era appena uscito il cartello che annunciava l’ingresso della saferty car e che di fatto congelava le posizioni. Di solito quando si eccede con la velocità nei box la colpa è del team che ha tarato male il meccanismo e non del pilota, ma in questo caso la responsabilità è tutta di Marciello perché ha ammesso lui stesso di aver un po’ pasticciato col pulsante dello speed limiter entrando ai box. Mentre nell’episodio del sorpasso in regime di safety car non è chiaro se il team abbia avvertito via radio il pilota della improvvisa neutralizzazione, cosa che di solito viene fatta nelle squadre più organizzate. Però bisogna ammettere che il tono del tweet diffuso da FDA nella serata di sabato era veramente di cattivo gusto: c’era scritto che non si può tirare in ballo la sfortuna o la squadra in questi cattivi risultati che sono dovuti solo a due errori inaccettabili del pilota. Sicuramente era dovuto all’emotività del momento e alla delusione, se si pensa che Marciello in corsa nelle prime battute di gara-1 era assieme a Pic che poi ha vinto la corsa, cosa che fa immaginare che senza i due errori sarebbe salito Marciello sul podio davanti al francese. E poi in gara-2 ha vinto proprio Vandoorne che battagliava con Lello in gara-1. Quindi la FDA ha voluto esprimere a caldo il proprio disappunto per un bel risultato sfumato. foto   Ma questa uscita è suonata come una vera e propria bocciatura pubblica, francamente esagerata per un pilota che la stessa Ferrari Driver Academy sostiene e fa correre da anni e che resta tuttora il faro della FDA. Anzi, suona come un tweet un poco autolesionista perché sembra quasi un’autobocciatura della stessa FDA che non riesce a inculcare ai suoi piloti il giusto comportamento da tenere in corsa. Poi alla domenica la FDA ha cancellato il tweet ammettendo quindi implicitamente di aver compiuto un passo falso. Ma ormai uno strappo con il suo pilota, mortificato pubblicamente, c’è stato: bisognerà vedere se è il principio di una rottura o se la rottura sarà riparabile. In coda a questa vicenda resta da fare una considerazione, purtroppo comune quando si tira in ballo il nome Ferrari, che si tratti della FDA o del team di Formula 1: una certa arroganza di fondo nel comportamento. I piloti, che in fondo sono quelli che rischiano la vita in pista, hanno il diritto di sbagliare: se non altro per quello che mettono in gioco. Ma chi è seduto al muretto o nel garage virtuale, dovrebbe avere tutta la lucidità e la freschezza per prendere decisioni giuste. Quindi, prima di accusare i piloti di errori, è bene che qualsiasi team manager, d.t., d.s. o “tutor”, si faccia un bell’esame di coscienza e guardi in casa le proprie responsabilità. Per esempio proprio in Ungheria, in F1, la Ferrari ha rovinato la corsa di Raikkonen tenendolo inspiegabilmente fermo ai box in Q1 invece di mandarlo fuori in qualifica quando - tanto per fare un confronto amaro - in Mercedes Paddy Lowe ha chiesto scusa pubblicamente ad Hamilton per il guasto tecnico che lo ha fermato. Perciò mette tristezza vedere una FDA che si permette di stigmatizzare pubblicamente sui social network gli errori di guida di Marciello quando dovrebbe sapere - perché la FDA insegna anche comunicazione ai propri piloti - che quello che viene detto sui nuovi media (facebook, twitter) viene amplificato all’eccesso e distorce le proporzioni dei fatti. La FDA dovrebbe istruire i piloti anche su come comunicare bene con i media, invece di cadere lei per prima in quell’errore. D’altronde non è la prima volta che commette scivoloni del genere: visto che al suo attuale talentuoso pupillo 15enne nelle categorie minori, consente di vivere nel paddock con lo sfarzo di un pilota di F.1 invece di insegnargli il senso della misura e l’umiltà nei confronti dei colleghi. Ricordiamo che Marciello è l’unico campioncino che la Ferrari Driver Academy è riuscita finora a partorire a livello internazionale dopo tanti anni di attività a fronte di tanti investimenti e sforzi. E bocciando lui, la FDA boccia indirettamente se stessa. Alberto Sabbatini PS: alleghiamo a seguire, per completezza, l'ultimo tweet della FDA che, dopo la prestazione di Marciello in gara-2, prova a "ricucire" un po' la questione. TweetMarciello2