Il 2017 ha portato la nuova denominazione, da GP2 a Formula 2. Il 2018 sarà l'anno di un profondo cambiamento regolamentare per la serie propedeutica alla Formula 1. Tre generazioni di monoposto hanno caratterizzato la GP2 dal 2005 a oggi, l'ultima Dallara, la GP2/11, ha debuttato nel 2011 ed è stata sottoposta ad aggiornamenti aerodinamici nel corso degli anni. Il motore V8 4 litri aspirato lascerà spazio a un'unità sempre realizzata da Mecachrome ma turbocompressa, V6, destinata a scendere in pista a metà luglio sulla nuova macchina e sviluppata partendo dalla base offerta dal 3.4 litri aspirato della GP3.

Un'attenzione particolare al contenimento dei costi farà sì che il progetto 2018 condivida diversi componenti con le attuali Formula 2, «la macchina però avrà un aspetto completamente diverso e somiglierà alle Formula 1», le parole di Bruno Michel a Motorsport.com. 

Se la convergenza "estetica" tra Formula 1 e Formula 2 avvicinerà le due categorie, diverse continueranno a essere le scelte sul fronte delle gomme, che conserveranno un degrado marcato, necessario per assicurare imprevedibilità e abitui i piloti a gestire la gomma. «Stiamo chiedendo a Pirelli un certo tipo di degrado, per avere gare che siano molto divertenti. Un degrado tra i 2"5 e i 3"5 da inizio a fine gara, se possibile che sia progressivo e seguito da un crollo improvviso», è il quadro che vorrebbe il CEO della Formula 2.