Il Bahrain sarà la seconda tappa del mondiale di Formula 1, l’appello per la Ferrari. Sarà, anche, la prima uscita del campionato di Formula 2. Serie cadetta che avrà tra i debuttanti Mick Schumacher. Tuta Prema Racing addosso. Occhi di tutti addosso. Inevitabile.

Serve lasciar crescere il giovane Schumacher serenamente, sapendo - lui per primo - che con quel cognome non puoi passare sotto i radar mediatici, qualunque sia il risultato. Formula 2, salto di categoria, direzione Formula 1. Ferrari Driver Academy, per "integrare gli studi".

L’approccio alla nuova serie è col timbro MSC ben impresso, metodico e analitico della sfida che lo attende: “Mi sono preparato in inverno, come tanti piloti mi sono allenato parecchio, per essere preparato al 100% e mi sento preparato, al 110%.

Il mio obiettivo quest’anno, ancor più che in passato, è di imparare più che potrò. Raccogliere tutte le informazioni che avrò intorno, lavorare con più persone possibile, per riuscire a imparare da ognuno.

Sarà una sfida un po’ diversa, avrò molte persone intorno alla macchina, sarà bello e sarà qualcosa di diverso. Sarà molto importante riuscire a creare un legame con loro”.

Inutile sottolineare l’ovvietà di una categoria molto più prestazionale della Formula 3 vinta nel 2018. Mick individua il fattore gomme quale punto centrale da scoprire e padroneggiare: “La monoposto di Formula 2 ha un aspetto molto più aggressivo da un lato, sembra molto più veloce della Formula 3. Sembra più simile a una monoposto di Formula 1 per certi versi.

Devi capire le gomme al 100% e puoi star certo che riuscirai a fare un buon lavoro, sarà la parte più difficile credo”.

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Le due famiglie sportive saranno Ferrari Driver Academy e Prema Racing, ambienti, per ragioni diverse, diventati ciascuno una seconda casa: “Uno dei motivi per i quali sono rimasto in Prema, da 4 anni ormai, è perché mi sento come a casa. Formiamo una famiglia, il team ha fiducia in me e io in loro: è una delle migliori combinazioni che puoi creare nel motorsport.

Quest’anno faccio parte della FDA e posso imparare così tante cose dalla Ferrari. La prima impressione che ho avuto è stata di un benvenuto in famiglia, a cuore aperto, una famiglia che ha sempre fatto parte della mia. La combinazione di entrambe le cose è molto positiva”.

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Lo sguardo al campionato che lo attende con Prema Racing non poteva aggirare un passaggio scontato, sul quale già nei mesi scorsi Mick si era espresso. La figura di un padre Leggenda, con il quale necessariamente trovarsi a confronto.

Da un lato il peso del Mito, dall’altro un ragazzo che deve ancora crescere e seguire la propria via. Un carico di pressioni e aspettative che si contrappone ai “vantaggi” dell’essere il “figlio di”. Mick ripete: “Essere messo a confronto con mio padre non è mai stato un problema per me, è piuttosto semplice essere messo a confronto con il miglior pilota nella storia della Formula 1, è l’obiettivo che vuoi raggiungere. Mi sento onorato di essere messo a confronto con lui, posso solo imparare e provare a migliorare”.