La 488 Challenge si inserisce in una dinastia che conta cinque "antenate", iniziando dalla "nonna" 348 dell 1992. Come loro sarà l'attrice principale del monomarca Ferrari, il campionato che nel 2017 festeggerà 25 anni di storia e che si è dimostrato una ottima palestra per tentare la fortuna nei campionati internazionali GT e prototipi. Tanti protagonisti del Ferrari Challenge, infatti, si sono imposti in Grand-Am, IMSA, nel WEC e perfino nella 24 Ore di Le Mans. La 488 Challenge è la prima berlinetta equipaggiata con un propulsore turbo a scendere in pista nel trofeo del Cavallino Rampante e pure la più potente grazie ai 670 CV del V8 da 3,9 litri. Ma, cavalleria a parte, questa berlinetta è stata sviluppata in ogni settore, col risultato di aver abbassato di un secondo il tempo sul giro sulla pista di Fiorano rispetto alla 458 Challenge Evo, fermando il cronometro sul 1’15”5.
 
Rispetto al V8 di serie della 488 GTB, il powertrain della 488 Challenge ha una mappatura specifica del propulsore e rapporti del cambio più corti che consentono un’accelerazione in uscita dalle curve dell’11,6% maggiore rispetto alla 458 Challenge Evo. La trasmissione F1 DCT ha una nuova strategia del cambio che permette alla vettura di accelerare da fermo fino al regime massimo in quarta marcia in soli sei secondi; questo anche grazie alla riduzione del peso complessivo del powertrain: il motore è stato alleggerito di 19,7 kg, mentre 8,5 kg sono stati risparmiati sull’impianto di scarico.
 
Debutta nel Ferrari Challenge lo lide Slip Angle Control, migliorando l’accelerazione longitudinale in curva del 4,2%. Inoltre sono state sdoppiate le funzioni del manettino: al posto del singolo comando, le funzioni sono state ripartite su due elementi ai lati del volante. Il manettino di destra (TC1) regola il livello di intervento richiesto in funzione del livello di grip, mentre quello di sinistra (TC2), controlla il grado di intensità dell’intervento.
 
Le modifiche più evidenti nella 488 Challenge rispetto alla vettura di serie riguardano l’aerodinamica. E’ stato rielaborato il layout del radiatore anteriore, invertendo l’inclinazione, ora rivolta verso la sezione posteriore. Questa soluzione migliora il flusso d’aria nei radiatori e allo stesso tempo riduce la resistenza. La nuova disposizione, inoltre, ha richiesto nuove aperture nella parte inferiore del paraurti anteriore davanti alle ruote. Paraurti che è stato completamente riprogettato, con uno splitter più pronunciato e flick per aumentare la deportanza anteriore, bilanciando così il carico posteriore, con un miglioramento del 7% in termini di efficienza rispetto alla 458 Challenge EVO.
 
Interamente nuovo è anche il cofano anteriore con tre sfoghi d’aria e flap integrati per indirizzare correttamente il flusso d’aria calda proveniente dai radiatori. Per aumentare la stabilità alle alte velocità, la 488 Challenge ha un’ala posteriore più grande, con un profilo simile a quella usata sulla 488 GTE che ha trionfato nel WEC 2016, elemento che da solo aumenta l’efficienza del 9% rispetto alla 458 Challenge Evo. Le prese sui fianchi posteriori, infine, convogliano il flusso d’aria per raffreddare i freni posteriori, ottimizzando al tempo stesso il carico aerodinamico, mentre le prese d’aria motore sono posizionate lateralmente sotto lo spoiler, sfruttando l’elevata pressione generata in questa zona.