da Cividale del Friuli: Daniele Sgorbini Le bandiere e lo spumante tirati fuori in tutta fretta: non se l'aspettavano nemmeno gli uomini di Skoda Italia di chiudere la pratica del Tricolore già al Rally del Friuli Venezia Giulia, con due gare di anticipo nel calendario dell'Italiano 2013. E invece è accaduto, grazie anche ad una serie di combinazioni difficilmente ipotizzabili alla vigilia. Subito fuori Alessandro Perico, che ha rotto un cerchio sulla prima prova di venerdì ed ha poi consegnato la tabella di marcia in preda allo sconforto, fuori strada Giandomenico Basso mentre occupava la prima piazza assoluta, in difficoltà nella prima tappa Paolo Andreucci con le sua 208 R2 alle prese con problemi elettrici. Così, eccezion fatta per le prime tre speciali, il sesto atto del Cir 2013 è stato un monologo di Umberto Scandola, Guido D'Amore e della Skoda Fabia S2000 ufficiale, che cercando di rimanere sempre lontani dai guai hanno portato la vettura all'arrivo di Cividale del Friuli. Gara e titolo per il veronese, che a quasi ventinove anni ottiene quell'affermazione che vale la maturità sportiva ed agonistica. Campione d'Italia con due gare d'anticipo, con la prospettiva di poter disputare Targa Florio e Sanremo valido per l'Europeo libero da ogni pressione in chiave campionato. In quella che è stata a tutti gli effetti una gara ad eliminazione, hanno brillato i migliori tra le due ruote motrici. Su tutti Andrea Nucita, capace addirittura di centrare il secondo posto assoluto con la Citroen DS3, davanti all'altro trofeista Alex Vittalini. Quarto assoluto – miglior risultato stagionale per la piccola Peugeot 208 R2, per l'inossidabile Paolo Andreucci, ancora una volta nettamente migliore in R2 nonostante il tempo perso nella prima tappa. Occasione sprecata per Andrea Crugnola nello Junior, fuori dai giochi quando era nettamente al comando e gara andata a Carella, che proprio nell'ultima speciale ha concluso con la vittoria la sua rimonta dopo la foratura della prima tappa. La classifica del 49° Rally del Friuli Venezia Giulia dopo l'ultima prova speciale: 1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) in 1.54'57”2; 2. Nucita-Princiotto (Citroen DS3) a 3'44”5; 3. Vittalini-Tavecchio (Citroen DS3) a 5'34”6; 4. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 R2) a 5'55”3; 5. Laurencich-Mlakar (Renault Clio R3) a 6'57”9; 6. Campedelli-Fappani (Citroen DS3) a 7'03”4; 7. Pascoli-Narduzzi (Peugeot 207 S2000) a 7'12”9; 8. Gecchele-Peruzzi (Renault Clio S1600) a 7'31”3; 9. Gassner-Thannhauser (Mitsubishi Lancer Evo X) a 8'09”6; 10. Carella-Riolfo (Renault Twingo) a 8'36”1.