Ci sarà la Dakar di chi parte per vincere e quella di una moltitudine di equipaggi privati a caccia di un altro sogno: vedere il traguardo di Buenos Aires, dopo 9.000 chilometri che scatteranno con il via da Asuncion e si dipaneranno su 12 tappe. Nella categoria auto sarà lotta Peugeot-MINI, Al-Attiyah e De Villiers sulle Toyota subito dietro. Settantotto equipaggi alla partenza, tra cui cinque storie di italiani, piloti privati impegnati nella Classe T1.2, come Verzeletti-Cabini, sulla loro Pandakar, oppure la T2.1 di Gianni Luca Tassi e Graziano Scandola, fino alla T2.2 di Stefano Marrini e Dario De Lorenzo.

Numero 356 per Giulio Verzeletti e Antonio Cabini. Già 15 partecipazioni al rally raid per il primo, di cui 7 tra le moto e il debutto nel 1996; poi un passaggio tra i camion, fino ad arrivare nel 2008 a rilevare il progetto la Pandakar. Con il numero 362, su Ford Raptor, partirà Gianni Luca Tassi, navigato da Massimiliano Catarsi. Le due ruote nel cuore, nel 2003 un tragico incidente in Peru lo costringe su una sedia a rotelle: è al debutto alla Dakar in auto, nel 1999 corse una Granada-Dakar in moto.

Graziano Scandola e Giammarco Fossà saranno ad Asuncion sul Ford Raptor numero 368. Prima esperienza per Scandola alla Dakar, non per Fossà, che ha già corso (e concluso) l'edizione del 2001, allora però su un Mercedes Unimog.

Dakar 2017, sarà la più dura di sempre

Già tre apparizioni, la prima nel 2012, per Stefano Marrini e Stefano Rossi, al via con Toyota Land Cruiser (numero 381). Stessa auto, numero 370, per Dario e Aldo De Lorenzo. Il 2007 l'ultima partecipazione alla Dakar, nel 2001 la prima, portata a termine con successo. Sarà la sesta presenza per i due gemelli al rally raid.