Cingoli. Questa è casa sua. Inviolabile, inaccessibile, inespugnabile. Da quattro anni a questa parte, le strade bianche che ornano le colline marchigiane attorno a Cingoli sono “roba” di Umberto Scandola. Qui, come da nessun'altra parte, il pilota di Verona riesce a dar forma e sostanza al proprio talento. Un dominio ininterrotto dal 2013 a oggi.

Un dominio che si è ripetuto, intatto e chiaro, anche nella prima tappa del Rally Adriatico 2017. Una gara dal chilometraggio decisamente ridotto, in seguito ai tagli della vigilia, ma che è bastata comunque a Umby e Gillo D'Amore a scavare un solco netto nei confronti del resto della truppa.

Scandola ha preso il pallino in mano sin dal pronti via e non l'ha mollato mai più. Su sette prove disputate ha concesso un pari merito a Simone Campedelli e niente più. Davanti e bene, sempre e comunque. Senza errori, senza sbavature, senza incertezze. Un errore – grave dal punto di vista del risultato ma per fortuna non per le conseguenze – l'ha commesso invece Simone Campedelli, andato per prati in quinta piena nella settima speciale.

l Romagnolo se l'è cavata con le lancette del cronometro scappate un po' più in là, ma si è visto scivolare dalle mani la medaglia d'argento di giornata. Ne ha approfittato Kalle Rovanpera, salito in seconda piazza dopo una prima giornata da urlo, nella quale è sempre stato grande tra i grandi. Il ragazzino spatentato ha seguitato tutto il giorno a lamentarsi e dire che non ha mai potuto spingere come avrebbe voluto, ma intanto ha distribuito mazzate secche a questo e a quell'altro.

Ne ha date pure a capitan Andreucci, che a due speciali dal termine del giorno uno è ancora lì a leggergli la targa. Dietro di poco, tanto che la rimonta potrebbe pure completarla anche con le due mini mini speciali che restano, ma intanto dietro. Da applausi pure la gara dell'altro sedicenne Marquito Bulacia, che prima di mettersi la Fiesta per cappello, era sesto assoluto. Tra quelli interessati solo alle faccende dell'Italiano Terra, il leader provvisorio è Nicolò Marchioro, davanti ad Andrea Dalmazzini e Alfredo De Dominicis. 

La classifica del Rally Adriatico dopo la 7a prova speciale

1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia R5) in 28'39”9; 2. Rovanpera-Pietilainen (Peugeot 208 T16) a 18”8; 3. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 22”0