Cingoli. Vittoria. Netta, piena e mai in discussione. Il successo nella ventiquattresima edizione del Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D'Amore l'hanno costruito con una prima tappa semplicemente magistrale. Per la coppia della Skoda si tratta della quinta vittoria consecutiva in questa gara, con cui hanno da sempre un feeling davvero speciale.

Un successo importante per Scandola, che grazie ai punti rastrellati nelle Marche si rilancia alla grande nella corsa allo scudetto, nella quale risale in seconda posizione alle spalle di Andreucci. Per fare bottino pieno in termini di punti, Scandola avrebbe dovuto conquistare il successo anche in Tappa 2, andato invece a Simone Campedelli, che ha sfruttato al meglio la posizione di partenza più favorevole sugli sterrati del secondo giorno.

Il romagnolo della Brc è stato l'altro grande protagonista – nel bene e nel male – della due giorni marchigiana, visto che nella tappa di sabato ha gettato al vento il secondo posto con una divagazione che poteva costargli ben di più della manciata di secondi persi.

Terzo posto al traguardo finale per Paolo Andreucci, che finalmente sale sul podio in una gara che per lui nelle ultime stagioni era sempre stata stregata. Il nove volte campione d'Italia ha contenuto i danni in quello che è il rally che meno gli si addice dell'intero calendario e anche se si è visto rosicchiare punti dai diretti avversari per la corsa al titolo, paradossalmente riparte da Cingoli rafforzato, visto che il risultato finale è ben al di là delle aspettative della vigilia.

Trasferta da dimenticare, invece, per il baby fenomeno Kalle Rovanpera. La sua prima tappa, fino a quel momento semplicemente da applausi, è finita tra le polemiche dopo aver rallentato platealmente alla fine dell'ultima speciale per guadagnarsi una posizione di partenza più favorevole per la domenica (e per cedere la posizione a Andreucci...). La seconda, in cui è partito lancia in resta con l'idea di andare a vincere la gara, è terminata invece mestamente dopo aver stropicciato la sua Peugeot 208. Terzo errore in altrettante gare disputate e amaro ritiro nell'appuntamento che avrebbe dovuto segnare la sua vera consacrazione in mezzo ai grandi del Tricolore.

Tra gli scritti al Campionato Italiano Terra bella vittoria per Nicolò Marchioro, davanti all'altro giovane Andrea Dalmazzini, mentre nello Junior l'ex portacolori dell'Aci Team Italia Damiano De Tommaso ha fatto la voce grossa nei confronti di Marco Pollara.

La classifica finale del 24. Rally Adriatico: 1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia R5) in 1.07'30”8; 2. Campedelli-Ometto (Ford Fiesta R5) a 26”5; 3. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 41”4; 4. Marchioro-Marchetti (Peugeot 208 T16) a 1'37”6; 5. Dalmazzini-Albertini (Ford Fiesta R5) a 1'46”4; 6. Ricci-Biordi (Ford Fiesta R5) a 2'02”9; 7. Nucita-Vozzo (Skoda Fabia S2000) a 2'06”3; 8. Ceccoli-Capolongo (Ford Fiesta R5) a 2'09”8; 9. Bresolin-Pollet (Peugeot 208 T16) a 2'11”4; 10. “Dedo”-Inglesi (Skoda Fabia R5) a 2'21”3.