MONZA - Aveva predetto, ieri sera, che la ripetizione della Maxi Grand Prix coi sui quarantacinque chilometri di lunghezza sarebbe stata decisiva. Prima di andare a dormire il sonno dei giusti, con un decimo di vantaggio su Marco Bonanomi e la vetta provvisoria del Rally di Monza, Valentino Rossi aveva analizzato a fondo il film della battaglia che per tutto il giorno l'aveva visto contrapporsi al pilota del Wec, alla strana coppia formata da Andreas Mikkelsen e Thierry Neuville e al mostro sacro del cross iridato Tony Cairoli: “Noi pistaioli siamo favoriti quando si tratta di girare in tondo, perché tornata dopo tornata sappiamo avvicinarci ci più al limite”. E invece a decidere tutto è stata la prova più corta del rally, la Monster Energy stage che ha chiuso i giochi con i suoi 1350 metri ricavatoi sul rettifilo principale.

Lì, dopo i 10” di penalità rimediati al mattino quando la sua Fiesta è stata trovata sottopeso, il Dottore è stato perfetto mentre Bonanomi ha sbagliato ed è scivolato addirittura al terzo posto, proprio quando stava già assaporando la sua prima vittoria a Monza. Prima del fattaccio legato alla bilancia, Rossi aveva già comunque preso in mano la faccenda:: è stato lui infatti a stravincere la Maxi Grand Prix di domenica, la piesse che vale tutta una gara, rifilando due secondi e tre decimi alla coppia Hyundai, sei secondi tondi a Bonanomi e oltre otto a Tony Cairoli. Distacchi in apparenza minimi, ma che in una gara tirata come il Monza, dove si lotta sul filo dei decimi, suonano come schiaffoni. Quasi definitivi, peraltro, visto che proprio grazie al successo nella Maxi Grand Prix, Rossi stava per mettere in cassaforte la vittoria.

Successo numero sei per Valentino, che dunque diventa il pilota più vincente nella storia del rally salotto, nato nei vialetti dell'Autodromo e diventato negli anni un evento di risonanza mondiale. Un happening che da sempre fa storcere al naso ai puristi del traverso, ma che da sempre attrae piloti di diverse specialità (campionissimi dei rally compresi) e che rappresenta uno spot formidabile per una specialità che secondo alcuni dovrebbe restar confinata in una nicchia. Così non è di certo a Monza, dove anche stavolta è andata in scena una rappresentazione capace di far godere ogni genere di appassionato.

Già perché oltre a Bonanomi – già terzo a Le Mans – che qui si è visto sfuggire il successo per colpa di un dritto domenica mattina, a provare in tutti i modi ad arpionare il maxi trofeo in palio per il Monza, è stato sia il duo Hyundai arrivato direttamente dal Mondiale Rally, sia Tony Cairoli che con le sue nove iridi nel cross non ha certo bisogno di presentazioni. Mikkelsen e Neuville si sono alternati alla guida della i20 Wrc in versione 2016, schierata dalla italianissima Hmi e senza il tempo perso proprio nelle prove lunghe avrebbero potuto facilmente far saltare il banco. Proprio come Cairoli (anche per lui la stessa vettura), in lotta per la vittoria sino a domenica mattina quando è andato in debito di feeling sulla Grand Prix. Di nuovo Rossi, allora. Ed è giusto così al termine di un'annata che al fenomeno di Tavullia ha portato più dolori che sorrisi.