Lo stage numero 12, quello che ha portato la Dakar da Chilecito a San Juan, è quello che ha presentato la prova speciale più lunga di questa edizione: 523 km su 793 totali. Questo fattore e la varietà di paesaggi - dalla sabbia alla terra, compresi fondi sassosi e attraversamento di greti, con variazioni altimetriche dai 3700 ai 1200 metri - ha fatto sì che la situazione in testa alla gara variasse diverse volte.

Inizialmente al comando si è messo Orlando Terranova con la sua Mini, poi rilevato da Bernhard Ten Brinke, quindi Stephane Peterhansel e poi ancora Nasser Al-Attiyah. Il duello tra i due portacolori di Peugeot e Toyota è proseguito su livelli molto alti, con Peterhansel riuscito a riprendere la testa al controllo WP9 per 22 secondi.

Ma alla fine il pilota arabo è riuscito a ripassare al comando per tenerlo fino alla fine: dunque vittoria di tappa per Al-Attiyah (la terza in questa edizione) precedendo Peterhansel di 2'03", davvero un'inezia dopo tutti quei chilometri. Terzo si è classificato Giniel De Villiers, a 4'33", riuscito a precedere Terranova (a 5'56") e Ten Brinke (a 7'53").

Carlos Sainz ha affrontato la terzultima giornata di gara in modo prudente, badando soprattutto a non fare errori. Così arrivando 9° ha accumulato 18 minuti di ritardo (18'07") ma resta comunque ampiamente al comando in classifica generale, per 44'41" davanti a Peterhansel 2°. Terzo assoluto al momento è Al-Attiyah staccato di 1h05'55", con le altre due Toyota di Ten Brinke e De Villiers a 1h17'21" e 1h26'31" rispettivamente.

La tappa di domani venerdì 19 gennaio, la penultima che porta da San Juan a Cordoba, prevede 369 km di prova speciale e 560 km di trasferimento. Anche qui si inizierà con le dune, per trovare quindi una zona di fesh-fesh, ma in generale saranno situazioni già vissute per chi ha avuto modo di correre il rally d'Argentina.